Dipendenti dei Centri per l’impiego e dipartimento del lavoro sul piede di guerra. Oggi centinaia di impiegati si sono ritrovati nelle assemblee promosse da Cobas-Codir e Sadirs per discutere dei tanti problemi irrisolti: carenze strutturali, personale che svolge mansioni superiori, disagi per gli ispettori del lavoro, cattiva distribuzione dell’organico. I dipendenti hanno anche sollevato alcuni timori: “Se ex sportellisti e navigator entreranno nei ruoli, sostituiranno i funzionari e non potrà esserci alcuna riclassificazione”.

I sindacati autonomi ribadiscono la richiesta di incontro con assessore e dirigente “che si stanno disinteressando dei dipendenti regionali”.

I dipendenti riuniti in assemblea hanno affrontato i punti all’ordine del giorno manifestando il proprio malessere per le condizioni strutturali degli uffici, spesso inadeguati ad accogliere il personale.

Inoltre è stato manifestato il grave malcontento legato al mancato riconoscimento del lavoro prestato negli ultimi anni, a prescindere dalle qualifiche di appartenenza, svolto al fine di fare fronte alla mancanza di figure idonee ed alle continue emergenze lavorative.

“Tale condizione necessita quindi di un improrogabile processo di riclassificazione e riqualificazione di tutto il personale su cui continua, invece, l’insistente silenzio dell’assessore”, si legge in una nota.

“I dipendenti – spiegano Fabrizio Masi e Franco Madonia del Cobas-Codir e del Sadirs – esprimono grande preoccupazione perché la ventilata assunzione di personale esterno a vario titolo e con qualifica superiore, precluderebbe la riqualificazione e riclassificazione del personale interno. Dunque ritengono che l’amministrazione non possa fare a meno di individuare e selezionare preliminarmente tali figure tra il personale interno in possesso di professionalità, esperienza e titoli”.

Durante l’assemblea sono state anche evidenziate le problematiche relative agli ispettorati del lavoro, i cui dipendenti lamentano anche la mancanza di mezzi, strutture, coordinamento, formazione, e quant’altro necessario all’espletamento dell’attività nonché al mancato adeguamento delle indennità degli ispettori.

Prosegue quindi lo stato di agitazione del personale che torna a chiedere al più presto un incontro con dirigente generale e assessore.