• Scatta la protesta nei Centri per l’impiego della sicilia
  • Uffici sorretti da dipendenti che guadagnano meno del reddito di cittadinanza
  • i sindacati chiedono subito la riqualificazione e la riclassificazione del personale

Scatta la protesta dei dipendenti dei Centri per l’impiego della Sicilia che chiedono il potenziamento dei Cpi con la riqualificazione e riclassificazione del personale in servizio che guadagna meno del reddito di cittadinanza. Giorno 8 giugno, dalle 10 si terranno assemblee autogestite promosse da Cobas-Codir e Sadirs per chiedere il giusto riconoscimento del lavoro e della professionalità dei lavoratori che svolgono spesso mansioni superiori.

La preoccupazione delle sigle sindacali

Secondo i sindacati i concorsi, con riserva per i navigator, non potranno che arrecare “ulteriore caos nell’erogazione dei servizi per l’utenza per la carenza di attrezzature, oltre che disagi poiché i locali disponibili, tra l’altro, non sono in grado di accogliere ulteriore personale”. I dipendenti esprimono inoltre “grande preoccupazione perché la ventilata assunzione di personale esterno a vario titolo e con qualifica superiore, precluderebbe la riqualificazione e riclassificazione del personale interno”. Cobas-Codir e Sadirs ritengono “che l’amministrazione, manifestata l’esigenza di dotarsi di personale con qualifica superiore, non possa fare a meno d’individuare e selezionare preliminarmente tali figure tra il personale interno in possesso di professionalità, esperienza e titoli”.

Il maxi concorso in arrivo

Sarà pubblicato a breve il bando per 1.024 posti nei centri per l’impiego della Sicilia. Prevista a settembre una prova preselettiva per  titoli così da ottenere una parziale scrematura dei partecipanti. Un esercito di candidati si prevede, infatti per il concorso attesissimo. Il potenziamento dei centri per l’impiego avverrà sfruttando i finanziamenti stanziati dallo Stato nel 2019: 100 milioni che saranno sufficienti per assumere 648 funzionari della categoria più alta (la D) e altri 487 della medio alta (la C). Il totale sarebbe di 1.135 posti ma dal 2019 a oggi la quota di quelli realmente assegnabili è un po’ scesa. Dunque il traguardo è fissato a 1.024.