Matteo Croce, dirigente scolastico del liceo “Danilo Dolci” di Palermo, che si trova in via Fichi d’India, respinge le critiche e spiega dettagliatamente le azioni messe in atto dalla scuola per rispettare le norme anticovid19.

Tutto era iniziato dieci giorni fa quando vi abbiamo raccontato della denuncia di un nostro lettore, secondo il quale, al Danilo Dolci, si verificherebbero assembramenti di giovani studenti che tra l’altro, non utilizzerebbero la mascherina.

Il dirigente scolastico ha voluto raccontarci cosa si fa al Danilo Dolci per tutelare la salute dei ragazzi.

“Le parole di quella persona – dice – ci hanno lasciato l’amaro in bocca, a me piace pensare all’oggi e al domani, e soprattutto ai nostri ragazzi”.

Croce poi entra nel dettaglio: “A me non piace personalizzare le cose perché le risposte sono l’operosità e le buone pratiche che si svolgono all’interno del sistema scolastico. C’è un percorso guidato che tutti i nostri ragazzi fanno la mattina prima di entrare. In fondo c’è un cancelletto, i ragazzi vengono accuditi già mezz’ora prima dell’ingresso, vengono fatti entrare per evitare che possano assembrarsi fuori, e loro hanno libertà di stare in tutto il parco interno della scuola, e in più se vogliono possono entrare in classe perché abbiamo anche dotato con delle guardianie specifiche le classi. Sono ragazzi maturi e che ci stanno dando una bella risposta in questo momento”.

Ma cosa accade nella fase di ingresso a scuola? Croce specifica: “I nostri ragazzi entrano in materia meticolosa e precisa, proprio all’entrata c’è un nostro collaboratore che spruzza il gel sulle mani, i ragazzi sanificano le mani, a chi è senza mascherina viene fornita, davanti alla scala che conduce alla classi c’è un termoscanner per misurare la temperatura corporea.  Dopo i ragazzi fanno ingresso in classe, i nostri collaboratori girano per tutte le classi e immediatamente sostituiscono le mascherine che i ragazzi si sono portati da casa.
C’è quindi una accuratezza e una meticolosità spasmodica per quello che è il rispetto delle regole ma soprattutto il rispetto dei nostri ragazzi e delle nostre famiglie alle quali noi teniamo particolarmente”.

In merito alle accuse del lettore, Croce commenta: “Tutti possiamo sbagliare. Questo signore lavora per una cooperativa che porta a scuola i nostri ragazzi speciali, noi ne abbiamo tanti, ne abbiamo 56 su 1191 studenti totali e siamo orgogliosi di loro. In maniera poco attenta, quel signore ha scattato delle foto, nella parte esterna della scuola. Abbiamo un circuito chiuso di telecamere, abbiamo quindi un report di tutto quello che succede. Ho fatto scaricare le immagini e le ho messe a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non mi piace l’idea che vengano lanciate delle accuse e poi venga ritirata la mano”.

E ancora: “Noi siamo qui per rispondere, se sbagliamo siamo pronti a fare dei correttivi, se sbagliamo siamo pronti a chiedere scusa ma la gratuità dell’accusa senza fondamento non la accettiamo.
Inizialmente ero abbastanza indispettito perché la notizia è falsa, noi lo possiamo dimostrare attraverso le nostre telecamere che registrano tutto quanto accade, così come i momenti di ingresso e uscita degli studenti.
Sono riuscito ad individuare subito la società per la quale il signore lavora, ho fatto presente questa situazione.
La società ha fatto delle verifiche e preso le distanze da quanto sostenuto dal loro lavoratore”.

Conclude Croce: “Si tratta di facinorosi che vogliono solo mettere difficoltà all’interno del sistema”.