La Sicilia deve smarcarsi da Salvini e dalla Lega e, partendo dalla Sicilia, anche Forza Italia deve togliersi dalla testa il centro destra come lo abbiamo conosciuto alla fine degli anni ’90 e nei primi anni 2000. E’ ormai quasi una fissazione per Gianfranco Miccichè il commissario azzurro in Sicilia e presidente dell’Ars che guida una battaglia divenuta ormai quasi personale contro la Lega di Matteo Salvini. Una battaglia per un cambio di strategia e di passo per Forza Italia. Non guardare più al ritorno di Salvini nel centro destra men che meno come leader, e aprire invece a sinistra più ancora che al centro.

Una visione che potrebbe allontanare Fratelli d’Italia che guardano, invece, proprio alla Lega, e anche Diventerà Bellissima di Musumeci che con la Lega ha patti già ‘scritti’, ma che avvicina il Pd in maniera consistente ed ha già garantito il patto con Sicilia Futura di Cardinale.

In realtà è ballerina la posizione di Musumeci che tiene il tradizionale piede in due scarpe visto che ai patti con la Lega si aggiungono gli accordi di governo che tengono saldamente dentro la Forza Italia di Miccichè.

Ma lo sguardo del Presidente dell’Ars va oltre la Sicilia ed eccolo tornare alla carica in vista dei ballottaggi per le amministrative che si terranno domenica in tutta Italia tranne che in Sicilia anche se il suo ‘attacco’ riguarda sempre il voto in Sicilia di due settimane fa  il cui esito proprio non gli è andato giù.

“Siamo siciliani. L’orgoglio di essere siciliani dobbiamo ricordarcelo anche quando andiamo a votare. Andare a votare uno che ci ha offeso per tutta la vita, soltanto perché viene a dirci che ci vuole bene, non è possibile. Scordiamocelo, perché i leghisti ci vogliono soltanto ammazzare” scrive in un post su Facebook, dopo avere tenuto ieri a Favignana un comizio molto partecipato sull’emergenza delle quote tonno e avere incontrato pescatori e cittadini.

Si perché l’assalto alla vicenda delle quote tonno parte proprio dalla ‘sua’ Forza Italia all’indirizzo della Lega rea di aver ‘ammazzato’ la tonnara di Favignana. “Ieri sera sono stato a Favignana per incontrare i pescatori e i cittadini. Quello che ho sentito è rancore, rabbia: qui la Lega e Matteo Salvini hanno fatto il pieno di consensi in campagna elettorale e poi hanno preso in giro tutti con le quote tonno”.

“Ottanta posti di lavoro persi e 700 mila euro di investimento privato andati in fumo: questi sono i numeri causati dal taglio delle quote tonno in Sicilia. La decisione – ha concluso Miccichè – provocherà la chiusura della tonnara di Favignana”.

“Il decreto firmato dal sottosegretario Manzato è illeggittimo” aggiunge il Commissario regionale di Forza Italia,  in un breve video postato su facebook questa mattina.

“Le quote tonno sottratte a Favignana – prosegue – sono frutto di una scelta esclusivamente politica della Lega di Salvini perchè persino l’ufficio tecnico del Ministero si era rifiutato di firmarlo. Consiglio – conclude Miccichè – alla ditta Castiglione di ricorrere al TAR”.

 

A replicare a Miccichè è Elio Ficarra, responsabile degli enti locali della provincia di Palermo della Lega,

“Lo sport preferito di Miccichè sembra essere ormai diventato l’attacco giornaliero a Matteo Salvini. Il Presidente dell’Ars, invece di svolgere il suo ruolo istituzionale, non perde occasione per offendere i tanti milioni di italiani che hanno votato Lega e tutti quei siciliani che hanno scelto di farlo”.

“La Lega sta lavorando per il bene dei siciliani e continuare a gettare odio per tentare di strumentalizzare la legittima volontà popolare non servirà a drenare consenso, dicendo anche falsità – prosegue -. Serve, invece, ribadisco un centrodestra coeso che non ammicchi al partito democratico, esercizio che Miccichè svolge scientificamente con accordi politici che hanno l’obiettivo, come da lui stesso più volte dichiarato, di ‘ammazzare la Lega’. E su questo condivido pienamente la posizione del commissario in Sicilia della Lega, Stefano Candiani che, in un’intervista di qualche giorno fa, ha stigmatizzato le parole di Miccichè parlando di ‘indignazione’ per quanto detto contro la Lega”.

“Un atteggiamento – conclude l’esponente leghista – che di fatto tradisce la storia di Forza Italia come componente di un’area politica che nulla ha a che fare con la sinistra. Probabilmente Miccichè incarna la figura dell’ultimo dei mohicani con l’ossessione patologica di Matteo Salvini. Un tentativo estremo che certamente non fermerà il cambiamento politico che è in atto nel nostro Paese”.

Quanto peserà tutto questo nell’agone politico e ancora tutto da vedere ma una cosa è certa: non tutte le decisioni sono prese e il centro destra che sta nascendo potrebbe non essere unitario