Sciopero generale dei 71 precari dello Iacp, l’Istituto autonomo case popolari.
Il sit-in, in corso da stamane alle 9, si tiene sotto la sede dell’istituto in via Quintino Sella a Palermo.

Alcuni precari sono in servizio allo Iacp dall’inizio degli anni Novanta e ancora non sanno cosa ne sarà di loro. Hanno atteso e sperato di essere stabilizzati ma nulla è accaduto.
Come se non bastasse, sull’Istituto gravano come macigni debiti ingenti, e non manca chi parla di default.

Umberto Leo, Rsu Cgil dichiara al Giornale di Sicilia di oggi: “Lo Iacp nasce come un ente che fa sociale, adesso invece, abbiamo bisogno di qualcuno che aiuti noi”.

Precari in protesta dunque oggi per chiedere l’applicazione delle procedure di stabilizzazione di tutto il personale precario previsto dal decreto legislativo del 25 maggio del 2017, per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni.

“Dopo tante promesse e accordi già presi, ancora questa amministrazione non ha provveduto alla nostra stabilizzazione. Anche se l’Iacp sta affrontando una difficile situazione economica, e il lungo contenzioso con Amap continua, la legge Madia e la normativa europea prevedono che dopo tre anni di precariato la stabilizzazione dei contratti, anche negli enti disastrati, debba andare avanti”, dichiarano ancora al Giornale di Sicilia i lavoratori di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Csa Ral.

Sul fronte economico la situazione dello Iacp è drammatica. I debiti ammontano a 61 milioni di euro, 16 dei quali dovrebbero finire nelle casse dell’Amap.

“Stiamo pagando noi lavoratori per una situazione gestita malissimo in passato. Tutto risale – racconta Umberto Leo – alla costruzione delle abitazioni dello Zen 1, quindi, stiamo parlando degli anni Settanta. Esisteva un contatore d’acqua a nome dello Iacp che all’epoca veniva utilizzato da chi, abusivamente e non, abitava all’interno di queste case. Il prefetto di allora ci obbligò a non staccare – continua Leo – il contatore e a continuare ad erogare l’acqua a queste persone. Il risultato? Un debito sul consumo idrico di circa 10 milioni di euro che adesso dobbiamo pagare ad Amap con 6 milioni di interessi e che rischia di dare il colpo di grazia a una situazione economica grave. Tutto ciò per un’erogazione idrica mai consumata dall’istituto”.

A giugno una relazione scritta e firmata dal direttore generale dello Iacp Vincenzo Pupillo e dal commissario straordinario Ferruccio Ferruggia ha certificato la crisi dello Iacp.

I lavoratori chiedono adesso aiuto alle istituzioni ed in particolar modo alla Regione affinché con un intervento risolutivo si possa salvare lo Iacp.