Ragazzini costretti a fare lezione in palestra o nell’auditorium perché non ci sono abbastanza classi per tutti gli alunni.

Accade allistituto d’istruzione superiore Ugo Marsia di Carini, dove gli studenti ed i loro genitori stanno protestando affinché venga garantito il loro diritto allo studio in quelli che definiscono “orari normali”.

Tra i giovani studenti, sono davvero tanti quelli con disabilità o fragilità ai quali il doppio turno, cioè andare a scuola nel pomeriggio, sta creando non poche difficoltà.

A raccontarci come stanno le cose è Rosi Pennino, presidente dell’associazione ParlAutismo e madre di una adolescente con autismo.

“Questa situazione è determinata – spiega Pennino – non soltanto dai classici disservizi legati alla pubblica istruzione. Il polo studentesco Mursia accoglie tanti studenti con handicap, sono ben 105, per i quali il doppio turno è un dramma. Per andare a scuola sono stati costretti a sospendere tutte le loro attività pomeridiane come quelle riabilitative o specifici laboratori. Adesso si sono accumulate una serie di ingiustizie che stanno rendendo la vita impossibile ai ragazzi fragili, con ripercussioni negative sulla loro salute”.

E ancora: “Io in piena estate ho dovuto ‘rincorrere’ e raccogliere carte per garantire a questi ragazzi la presenza di assistenti alla persona, così come stabilisce la legge. A quanto pare la scuola non aveva inviato all’ex provincia, che gestisce i fondi, la richiesta di fabbisogno degli assistenti”.

Un contesto paradossale che ha provocato l’avvio, in ritardo, del servizio di assistenza all’autonomia.
“Il problema dei doppi turni – aggiunge Pennino – si conosceva da tempo ma nessuno ha fatto niente per evitarlo. Andare a scuola nel pomeriggio è impossibile per gli studenti con fragilità. Mia figlia è stata costretta a iniziare la scuola a metà ottobre”.

Un disagio enorme per chi è portatore di handicap. Pennino entra nel dettaglio: “Al Mursia ci sono diversi ragazzi con autismo. Non è pensabile che un soggetto autistico, che vive di schemi ed abitudini consolidati, possa fare lezione in una palestra o un auditorium, dove vengono ospitate tre classi. Mia figlia, ad esempio, già si disorienta se entra in una stanza dove ci sono 10 persone, figuriamoci cosa significa fare lezione in mezzo al trambusto e in spazi così grandi”.

Pennino riferisce ancora di “uno scontro tra l’Ufficio scolastico regionale e la scuola che non mette in condizione gli studenti disabili di studiare serenamente. Siamo di fronte – precisa – alla negazione di un diritto costituzionale“.

Mandare un figlio con difficoltà a scuola, secondo la presidente di Parlautismo, “è sempre un tormento. Non ci sono servizi, e il diritto allo studio sembra sempre una gentile concessione. A scuola si va anche per fare un cammino umano, possibilità che i ragazzi stanno perdendo”.

BlogSicilia ha contattato l’istituto Mursia per avere una replica dal dirigente scolastico, ma ci è stato riferito telefonicamente che per oggi non rilascerà alcuna dichiarazione.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.

(foto di repertorio)