Lombardo e gli autonomisti verso la Forza Italia targata Miccichè ma magari strappando qualche voto a quelli ‘offribili’ sull’altare dell’accordo per fare una cortesia al vecchio amico e cognato Raffaele Stancanelli e mostrandosi disponibili con mamma Giorgia Meloni anche per lasciare aperta pure quella porta o quella finestra che affaccia stancamente anche sul cortile di Nello Musumeci, formalmente disimpegnato in occasione di queste europee, ma sempre lì a guardare, da consumato politico, cosa accade e chi lo fa accadere.

Dall’altro lato Pogliese, Catanoso e i dissidenti fuoriusciti da Forza Italia che viaggiano verso la Lega ma senza fretta. Un accordo si potrà trovare anche dopo le europee o forse prima se qualcuno dovesse sentire l’esigenza di mettere in campo una offerta. Anche qui con un occhio strizzato anche e sempre ai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, perché alla fine non si sa mai cosa succede in una tornata elettorale.

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Infine i moderati che dal centro non si sono mai spostati se non alleandosi di qua e di là sempre con alleanze a volte improbabili, altre improponibili, e che adesso vedono uno spiraglio per rimettersi insieme. E al centro del centro Saverio Romano candidato nelle liste di Forza Italia, forse l’unico mai messo in discussione durante tutta la bailamme per la lista, e che oggi punta a raccogliere un po’ di quei voti che Forza Italia, con la spaccatura, ha lasciato per strada proprio nella Sicilia orientale che potrebbe diventare territorio di conquista.

In ballo ci sono, almeno, 200 mila voti fra accordi, spostamenti e spaccature. Voti ballerini che possono ben determinare uno o forse anche due eletti o non eletti a seconda di dove vanno. Due i pacchetti più appetibili. Quello autonomista e lombardiano sul quale l’andirivieni del messaggero Di Mauro sembra aver già sancito l’accordo, e quello dell’area Castiglione-Firrarello-La Via-Pogliese. Sui primi due prevedibile il pressing di Romano, sui secondi i giochi non sono ancora fatti visto che in campo c’è anche l’altro forzista amico di Tajani che in lista c’è ovvero Salvatore Cicu.

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Infine Forza Italia che nel catanese non ha più un gruppo dirigente. Miccichè pensa ad un commissario che sarà l’assessore regionale Marco Falcone. Domani il gabinetto di guerra dei fedelissimi catanesi per cercare di riorganizzare le fila. Il resto poi si vedrà lungo la strada.