Due pullman dei giovani democratici siciliani partiranno dalla Sicilia verso Roma per recarsi venerdì al Nazareno in occasione della direzione nazionale che dovrebbe, tra i punti all’ordine del giorno, indicare il nome del commissario del Pd Sicilia, dopo la decisione della commissione nazionale di garanzia di annullare l’elezione di Davide Faraone.

I Gd contestano l’annullamento del congresso e lo diranno al segretario Zingaretti e ai componenti della direzione. “Il commissariamento del Pd Sicilia – dice il segretario dei Gd siciliani, Prospero Crimi – è un atto ingiusto e antidemocratico. L’amarezza è tale che siamo indecisi se restare in un partito che all’unità e alla sfida ai populisti preferisce far prevalere la guerra tra le correnti, mortificando i territori e gli iscritti. Andremo a protestare in direzione nazionale, faremo sentire la nostra voce, verificheremo se ci sono ancora le condizioni di un percorso unitario, altrimenti non è escluso che si possano percorrere altre vie, anche fuori dal Pd”.

E Antonino Musca, segretario dei Gd di Palermo aggiunge: “Commissariare il grande lavoro che Davide stava facendo in Sicilia è un atto ingiusto. Riportare il Pd per strada e in mezzo alla gente era la sua mission. Siamo contrari e faremo sentire le nostre istanze tutte le sedi, a partire dalla prossima direzione nazionale”.

Intanto la Commissione di garanzia si difende dagli attacchi che piovono da rea renziana e che parlano di scelta politica slegata da qualsiasi regola:  “E’ opportuno ribadire – sottolinea Silvia Velo, presidente della Commissione di Garanzia nazionale del Pd – che la Commissione di Garanzia del Partito democratico, sul congresso in Sicilia, così come su qualsiasi questione su cui viene investita, non ha mai preso alcuna decisione politica, ma si è esclusivamente attenuta al rigoroso rispetto delle regole e delle procedure che sono il fondamento della vita di una comunità democratica quale il Pd è. Regole che devono essere uguali per tutti’.

“Nello specifico tra le numerose violazioni più rilevanti che la commissione ha evidenziato ci sono la decisione di non far votare gli iscritti che, a norma di statuto regionale siciliano, eleggono il 40 per cento dell’assemblea regionale; la violazione delle regole congressuali per la presentazione delle liste dei candidati all’assemblea: non sono stati utilizzati i moduli previsti, non sono state presentate le firme a sostegno delle liste come previsto, non è stato consentito alla Commissione regionale del congresso di verificare i requisiti di candidabilità dei candidati nelle liste. In questo contesto di violazione delle regole, senza voto degli iscritti e senza primarie, si è proceduto alla proclamazione di Davide Faraone segretario”.

“Ovviamente la Commissione di Garanzia non è intervenuta con un giudizio politico sul senatore Faraone, ma è intervenuta sulla procedura congressuale adottata dalla Commissione per il Congresso regionale siciliana. Perché, lo ricordiamo ancora una volta, – conclude – la Commissione di Garanzia esiste per far rispettare le regole, e questo ha fatto anche in questa occasione”.

Ma per il deputato e segretario del Pd di Palermo Carmelo Miceli si tratta di motivazioni imbarazzanti per chi le espone: “Faraone, unico candidato presentatosi alle primarie siciliane perché gli avversari hanno preferito ritirarsi invece di misurarsi democraticamente – dice  Miceli – viene ora destituito con l’accusa di non aver fatto votare i
cittadini. Ma chi dovevano votare, se l’unico candidato era proprio Faraone? Dovevamo organizzare il plebiscito? Come si possono fare primarie con un solo candidato? Le motivazioni della Commissione di garanzia sono davvero imbarazzanti, servono chiarimenti del segretario Zingaretti alla prossima direzione del partito’.

E sulla vicenda interviene anche l’ex Ministro e oggi capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio: “Vedo che Davide Faraone ha deciso di sospendersi dal partito dopo la decisione a maggioranza della commissione garanzia di commissariare il partito siciliano. Ne sono molto amareggiato”.

‘Penso che la nostra comunità debba lavorare per rimanere unita e coesa in un momento in cui un governo nemico del popolo è il nostro vero avversario. Spero che l’amico Davide ripensi le sue decisioni e il segretario, che è garante dell’unità, trovi una soluzione politica che mantenga serenità in un momento così cruciale per la nostra battaglia”.