Voto secco sul candidato del coordinamento regionale: Giuseppe Milazzo. E’ questa la voce che girava durante la campagna elettorale. Una campagna elettorale che a sorpresa in Sicilia non è stata fatta per il leader, il padre fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, ma solo per il ‘proprio’ candidato. Un atteggiamento incredibile ed al quale in realtà non avevamo creduto più di tanto. Ma la spiegazione ronzava nelle stanze dei bottoni già in quelle giornate convulse ed era legata allo scontro interno a Forza Italia. Quello stesso scontro che ha portato prima Pogliese e compagni fuori dal partito per la mancata candidatura di Giovanni La Via o comunque di un catanese, e poi al confronto interno con Saverio Romano, candidato centrista che correva nelle fila di Forza Italia per un accordo personale con Silvio Berlusconi.

Tutti fattori che avrebbero allarmato Milazzo. La legge obbliga all’alternanza di genere dunque l’accoppiata secca Berlusconi -Milazzo non era ‘votabile’, bisognava aggiungere una donna e dunque mettere in gioco un terzo altro candidato in corsa. Allora la paura di perdere non solo l’elezione ma il controllo del partito come lo stesso Milazzo raccontava in un video virale sui social ripreso durante un incontro elettorale, avrebbe convinto i sostenitori del candidato palermitano al voto ‘secco’.

Ma è mai possibile un simile ‘ tradimento’ all’ex cavaliere? L’analisi dei numeri usciti dalle urne sembrerebbe proprio confermare tutto questo.

Basta guardare i voti di Silvio Berlusconi. Nel collegio Italia Nord Est è primo nella lista di Forza Italia con dieci volte i voti raccolti dal secondo in lista; nel collegio Nord Ovest è primo degli eletti con 5 volte i voti del secondo; nel collegio Italia Sud è ancora primo con il doppio dei voti del secondo. In Sicilia, invece, da sempre feudo personale del voto berlusconiano anche se in grande calo, è sì primo ma con soli 250 voti (voto più o voto meno) di scarto rispetto a Giuseppe Milazzo. Praticamente un pareggio. Nel complesso la lista di Forza Italia in Sicilia ha raccolto 261 mila voti mentre Berlusconi neanche 75mila, meno di un terzo. E’ chiarissimo che chi ha votato gli altri candidati raramente ha accoppiato Berlusconi, compreso l’elettorato di Milazzo.

Ma è stato un caso, ancorché improbabile, o un ordine di scuderia? Un altro dato ci viene incontro ed è quello del piccolo comune di Prizzi nel Palermitano. Poco significativo per entità di voti e votanti ma molto significativo perché il sindaco Luigi Maria Lucio Vallone è anche il commissario Forza Italia nella provincia e proprio dopo il voto, appena ieri, è stato nominato anche commissario nella città di Termini Imerese.

Ebbene a Prizzi Milazzo ha ottenuto 552 voti; Silvio Berlusconi  è solo settimo in quel comune con appena 30 voti.

Qualcosa è accaduto e dentro Forza Italia (e nei dintorni) si parla di tradimento. Ieri sui social network è intervenuto anche il coordinatore Gianfranco Miccichè che dopo aver risposto ad alcune critiche giornalistiche ha aggiunto anche un paio di cose rilevanti in generale. “La campagna elettorale europea di Forza Italia in #Sicilia è stata condotta da una squadra di giovani trentenni e quarantenni che si è ritrovata compatta e unita a sostegno del capogruppo all’ARS, Giuseppe Milazzo – ha detto secco Miccichè – Una campagna elettorale fatta on the road, tra la gente, nelle piazze, a macinar chilometri, alla ricerca di un consenso naturale; una campagna elettorale di squadra portata avanti in totale sintonia e con talmente tanta passione e affiatamento da parte delle quattro donne in lista che soltanto uno sprovveduto, o qualcuno in malafede, potrebbe ridurla ad un gioco di  accordi”.

Alla fine, però, i voti di Milazzo e quelli di Berlusconi sono quasi pari e questi numeri non tornano considerando che l’ex cavaliere ha un elettorato suo personale che lo vota a prescindere che in Sicilia non va al di sotto dei 10 mila voti naturali. Se poi chi ha promesso il voto ha mantenuto la promessa ci sono i voti dell’Udc, quelli dei centristi in genere, quelli di Armao e Bartolozzi. Insomma a far di conto non è difficile accorgersi che all’appello di voti ne mancano tanti.

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