Leoluca Orlando tira le somme della sua ultima avventura da sindaco di Palermo. Lo ha fatto nella cornice dell’atrio Paolo Borsellino della Biblioteca Comunale di Casa Professa. Al suo fianco tutti gli assessori uscenti dalla sua Giunta, capitanati dal vicesindaco Fabio Giambrone. Assente invece il candidato a sindaco di centrosinistra Franco Miceli. Un momento di confronto con la cittadinanza, come lo ha definito il Professore, con un occhio al suo futuro post elezioni.

Orlando: “La mia stagione non è finita”

Ad un mese esatto dall’appuntamento elettorale del 12 giugno, Leoluca Orlando fa il bilancio della sua ultima sindacatura. “Credo che la mia stagione di sindaco è finita. Non è terminata nè la mia stagione nè quella dei sindaci. Mi sembra che sia corretto dare una sintetica esposizione dello straordinario cambiamento vissuto da Palermo negli ultimi dieci anni. Nonchè dell’impatto economico del suddetto cambiamento, indicando le opere già finanziate, progettate e pronte ad essere realizzate. Ciò con l’augurio che il futuro sindaco sarà coerente a quella visione che ha fatto del diritto e dei diritti la sua discriminante. Oggi Palermo, grazie a questo cambiamento, è diventata una città turistica. Il mio augurio da palermitano è che la visione a cui ho tanto creduto non venga tradita”.

Visione nella quale il Professore riconosce pregi e limiti, con la speranza che qualcuno porti avanti il suo progetto politico. “Credo che l’obiettivo raggiunto sia quello che oggi, dire di essere palermitani, non sia più motivo di vergogna. Dedicherò la gran parte di questo incontro alle criticità, che nessuno nasconde. Ma non credo che quest’ultime non possano essere utilizzati come corpo contundente per distruggere la visione”.

“Troppi inadeguati che hanno visione contrapposta”

Ci sono troppi che sono incolti, inadeguati, che hanno una visione contrapposta e che vogliono tornare al tempo nel quale la città aveva la faccia della mafia e la mafia la faccia del sindaco. Costoro utilizzeranno un sacco di spazzatura per strada piuttosto che un lampione spento per criticare un’Amministrazione e distruggere una visione. Non ci riusciranno. Ormai i palermitani sono cambiati”, ha attaccato Leoluca Orlando.

“Tornerò a fare assemblee oceaniche dopo le elezioni”

Con riguardo ai progetti per il futuro, Leoluca Orlando lascia la porta aperta. Ma rimanda tutto al periodo post elezioni del 12 giugno. “Se ho progetti per il futuro? Moltissimi. ne riparleremo quando non sarò più sindaco”.

Fra gli assenti d’eccezione figura il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Franco Miceli. Una mancanza sulla quale il primo cittadino uscente non si scompone. “Questo è un incontro aperto alla città. Viene chi vuole venire. Questo è stato soltanto un incontro per rendere con calma conto di quello che si è fatto”.

Un Leoluca Orlando che poi rilancia sui suoi possibili impegni futuri, anche in ambito politico. “Le assemblee oceaniche le so fare, anche in questa campagna elettorale, e le tornerò a fare quando non sarò più sindaco. E’ molto importante il fatto che andiamo in streaming. Tutto è registrato e posteremo sul sito del Comune tutta la documentazione a conferma di quello che dico”. Sulle priorità del futuro sindaco, Orlando non ha dubbi. “La priorità? la dignità. Salvare la dignità di questa città e di non vendere quella dei palermitani”.

“Non ci sarà più un sindaco come me”

Leoluca Orlando chiude il suo intervento, palesando le differenze fra sè e gli attuali candidati, anche all’interno della sua coalizione. “Dovete tutti distanziarmi da me. E’ evidente che non sarò più sindaco. Uno come me a Palermo non c’è. Non c’è nessuno che negli ultimi quarant’anni abbia attraversando la merda e l’oro di questa città riuscendo a tenere in piedi una visione, una dignità e un’attrattività internazionale. Non ci sarà un sindaco come me. Spero che adesso per fare il sindaco di Palermo non occorra avere una storia come quella di Orlando. L’unica vera eredità è la visione. Chi aderisce alla visione sarà il mio erede”.

L’attacco di Trizzino: “Orlando? Missione incompiuta”

La missione incompiuta di Leoluca Orlando è evidente agli occhi dei cittadini palermitani. La retorica ricostruzione del proprio operato, fatta ieri dallo stesso sindaco di Palermo fa acqua da tutte le parti. La verità è che Orlando alla fine del suo mandato lascerà ai palermitani un quadro di desolazione, degrado, povertà, investimenti sbagliati e pessima amministrazione.” Lo dichiara in una nota il deputato di Azione Giorgio Trizzino.

Orlando ha sbandierato la lotta alla mafia come suo obiettivo prioritario, dimenticandosi però, che sono stati i cittadini a pagare il prezzo più caro in termini di morti e mortificazioni. Quando poi Orlando ci parla di priorità del futuro sindaco, non può che suscitare un sorriso compassionevole. Chiunque arrivasse dopo di lui – ha proseguito il deputato di Azione – dovrà fare i conti con un dissesto finanziario senza precedenti, 1500 bare da seppellire, tonnellate di rifiuti da smaltire, strade e marciapiedi da ricostruire, profonde disuguaglianze all’interno del tessuto sociale. Missione compiuta dunque? Direi piuttosto mission impossible per chi lo seguirà. Ecco perchè riconosco nel candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli, un tenace Tom Cruise che saprà ottenere per la città il migliore dei risultati.”