Un libro mastro con annotati nomi e cifre della droga venduta. Ma purtroppo non integro, con delle pagine evidentemente strappate. E’ attorno a questo “documento” che sta lavorando la Procura di Palermo per provare ulteriormente a squarciare la fitta rete di pusher e clienti della zona di Altarello. I carabinieri hanno rinvenuto il libro mastro della droga all’interno della taverna degli ultrà  rosanero che era poi il quartier generale della piazza di spaccio. L’inchiesta potrebbe quindi presto avere un proseguo anche se districarsi tra i nomi appare un vero e proprio rompicapo.

Il ritrovamento durante il blitz

Il ritrovamento di questa agenda è avvenuto nel giorno del blitz dei carabinieri che ha portato agli arresti. Sette le ordinanze di custodia cautelare, 2 in carcere, 4 ai domiciliari e uno sottoposto ad obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse a vario titolo sono “produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti”, “tentata estorsione” e “furto in abitazione”. L’agenda sequestrata nelle fasi dell’arresto, secondo gli inquirenti, era chiaramente una sorta di libro contabile nel quale venivano  trascritti i nomi o i cognomi dei vari acquirenti  e le relative  somme. Dalla prima sommaria analisi c’era stato già un riscontro di alcuni nominativi di acquirenti trapelati dalle intercettazioni telefoniche.

Le pagine strappate

L’organizzazione comunque non voleva lasciare traccia. E difatti nell’analisi di questo libro mastro è apparso sin da subito evidente che mancassero pagine. In sé si trattava di un’agenda di notevole spessore ma all’interno i carabinieri hanno trovato un “esiguo numero di pagine, e quindi è evidente che alcune pagine siano state strappate”.

L’indagine

L’operazione scattata 5 giorni fa è il risultato di un’indagine dei militari iniziata tra l’agosto 2020 e conclusa a marzo 2021. Costituisce il proseguo dell’operazione “Panaro” che nel luglio scorso aveva portato all’arresto di 4 persone, smantellando la base di spaccio nel quartiere Boccadifalco. Stavolta è toccato alla zona di Altarello di Baida. Anche qui era possibile acquistare cocaina, crack, hashish e marijuana. Alcuni dei soggetti indagati collaboravano con gli spacciatori della zona di Boccadifalco. Secondo le indagini il giro d’affari della vendita di droga si aggirava sui 100 mila euro l’anno.

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