Domani Palermo porta più di 40 vertenze in piazza per la manifestazione regionale ‘Sicilia in lotta! Più lavoro. Più sviluppo. Più inclusione’ di Cgil, Cisl e Uil, che si terrà con un corteo da piazza Marina a piazza Indipendenza.

Protagoniste le vertenze più calde degli ultimi mesi, ma non le sole. Non passa giorno che a Palermo non si organizza una protesta: oggi sono scesi in piazza in Prefettura i settori più poveri, gli appalti nei servizi, i lavoratori delle mense degli ospedali, delle pulizie, del turismo e dei servizi alberghieri.

“Domani – dichiara il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo – ci saranno tutti gli altri. Vertenze con un unico comune denominatore: il disvalore del lavoro. Un lavoro sempre più povero, che perde valore, realtà amara che colpisce non soltanto lavori già sottopagati, come il caso dei laureati di Almaviva, ma anche settori produttivi pieni di operai specializzati come il Cantiere Navale. Fincantieri, azienda partecipata dello Stato, con la scusa della mancanza dei bacini e dei mancati investimenti della Regione, pur avendo commesse per tutti i suoi siti, ha deciso di non inviare più lavoro a Palermo, dando il via a una cassa integrazione immotivata, impoverendo una realtà che con i bacini attuali ha sempre costruito rimorchiatori e grandi navi. Il lavoro povero diventa sempre più povero e anche chi ha lavoro oggi si ritrova impoverito. Solo i ricchi diventano più ricchi”.

“Protestiamo domani – aggiunge Enzo Campo – per chiedere un’inversione di rotta. Per chiedere di rivolgere l’attenzione a chi lavora, e diventa sempre più povero, e a chi non lavora. Tremila persone a Palermo aspettano gli ammortizzatori sociali. Negli ultimi sette anni tutti i macro settori produttivi hanno visto una flessione occupazionale che si è estesa da una parte anche al settore dei servizi, tradizionale valvola di assorbimento delle espulsioni occupazionali, e dall’altro lato all’agricoltura, settore che sembrava poter rappresentare un nuovo terreno di sbocco per i giovani. Così, i tassi di occupazione e disoccupazione, individuano una situazione complessiva di forte difficoltà, che non può passare inosservata. Il tasso di occupazione è sceso dal 43,3 del 2008 al 38 per cento del 2015. E il tasso di disoccupazione è salito dal 16,9 per cento al 23,9 per cento. La disoccupazione giovanile oggi è al 65,0 per cento, nel 2008 era al 48,7. E in aumento è anche la disoccupazione femminile: si è passati dal 19,5 per cento di donne senza lavoro nel 2008 al 25,4 per cento del 2015”.

Anche i pensionati siciliani di Cgil, Cisl e Uil domani mattina scenderanno in piazza a Palermo per chiedere al governo Crocetta “un cambio radicale in tema di welfare e politiche sociali”.
I segretari Maurizio Calà, Alfio Giulio e Antonino Toscano preannunciano ulteriori mobilitazioni.

Saranno ventuno i pullman che partiranno domattina all’alba dalla provincia di Messina per consentire ai lavoratori di Cgil, Cisl e Uil di partecipare alla manifestazione regionale.
In piazza i precari in attesa di stabilizzazione, i lavoratori dei servizi sociali, gli edili che vivono un momento di grave crisi del settore, i lavoratori metalmeccanici di Messina e dell’area industriale di Giammoro, i forestali, i dipendenti delle partecipate che ogni giorno devono fare i conti con le difficoltà economiche dei comuni, i giovani, i pensionati e tanti altri.

«La manifestazione regionale ha un significato importante anche a Messina – spiegano i segretari generali di Cgil e Cisl Messina, Lillo Oceano, Tonino Genovese e il commissario della Uil Giuseppe Calapai – il nostro territorio, infatti, è uno dei maggiormente a rischio, se non il primo, a causa della inqualificabile gestione della Regione Sicilia. Una città, Messina, in cui alle ricadute del mancato governo della regione si aggiunge l’incapacità di gestione dell’Amministrazione locale. A questo aggiungiamo una carenza del tessuto produttivo per far capire a tutti che è necessaria una profonda riflessione per attivare iniziative concrete che pongano le basi per realizzare lavoro produttivo».

La mobilitazione regionale vuole inchiodare la Politica regionale su punti ben precisi e illustrati nel volantino che accompagna la protesta: dalla necessaria crescita industriale al rilancio delle aree di crisi, da una pubblica amministrazione efficiente all’utilizzo dei fondi europei con lo sblocco delle opere pubbliche e del lavoro in edilizia, il rilancio del turismo – diffuso e sostenibile – e il potenziamento dei servizi socio-assistenziali per i pensionati con un welfare inclusivo che guardi alle nuove generazioni e porti lavoro anche ai giovani.
Gli hashtag ufficiali scelti per seguire sui social network la mobilitazione regionale saranno #7Maggio e #LaSiciliaAffonda.