Si è concluso con una serie di condanne, ma anche con 6 assoluzioni il processo per mafia, droga e pizzo fra lo Zen e Tommaso Natale celebrato col rito abbreviato davanti al Gup Claudia Rosini.

La pena più pesante è andata Fabio Chianchiano, che ha avuto 12 anni per associazione mafiosa e traffico di droga. Assolto invece da tutte le accuse il costruttore Baldassare Migliore. Per l’imprenditore il pm Alfredo Gagliardi, aveva chiesto 20 anni di carcere. Assoluzioni pure per Sandro Diele, per lui era stata sollecitata una condanna a 15 anni. E’ uscito indenne dal processo anche Vito Scarpitta accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Assoluzioni infine per Francesco Di Noto, accusato di traffico di droga e Francesco La Barbera, per il quale erano stati chiesti 10 anni. Condannati invece Giuseppe Fricano (6 anni e 8 mesi) per estorsione; il collaboratore Silvio Guerrera (6 anni per droga ed estorsioni); Giuseppe La Torre, 10 anni, (estorsione con l’aggravante di mafia); Giuseppe Messia, (6 anni e 4 mesi) per estorsione; Girolamo Taormina, (6 anni e 8 mesi), estorsione; Salvatore Verga, 4 anni per smercio di droga.

L’indagine risale al marzo 2019. Alcuni imprenditori hanno confermato di aver versato delle somme a titolo di estorsione. Sono ben 4 gli episodi documentati. Una indagine lunga e complessa, quella della Dda di Palermo, che aveva portato in carcere 10 persone nell’ambito di una operazione antimafia che ha smantellato il clan del mandamento di San Lorenzo e Tommaso Natale. Baldassare Migliore, oggi assolto, l’esponente di spicco nell’inchiesta che ha portato ai dieci arresti nell’operazione antimafia. Più volte arrestato e assolto. Il suo nome è stato fatto la prima volta nel corso dell’indagine Perseo dei carabinieri, nel 2008. Nel corso del processo le intercettazioni furono dichiarate inutilizzabili e così fu assolto. Assoluzione che arrivò anche nel 2016 dopo che fu accusato di estorsione per i lavori al centro commerciale La Torre a Borgo Nuovo.