Il Consiglio di Stato ha ritenuto legittime le modifiche al disciplinare della IGT Terre Siciliane che vietano l’uso in etichetta dei nomi delle uve “Nero d’Avola” e “Grillo nell’Igt Terre Siciliane”, consentendole in via esclusiva solo con la denominazione di origine controllata di una delle Doc della regione siciliana. La terza sezione del Consiglio di Stato ha emesso il 2 novembre 2020 il giudizio che conferma la legittimità della scelta del 2017.

“La modifica richiesta al disciplinare di produzione dei vini IGP “Terre Siciliane”, riguardante il divieto di utilizzare in etichetta i soli nomi dei vitigni, Grillo, Calabrese e sinonimi (Nero d’Avola), è quindi pienamente legittima in quanto consentita dalla norma interna più restrittiva di cui all’art. 31, comma 13, L. 238/2016 richiamata”, questo il commento del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia. “Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia prende atto della sentenza del Consiglio di Stato, che riforma la precedente pronuncia del Tar Lazio del 6/11/2019 a seguito di un ricorso presentato nel 2017, e ribadisce il proprio impegno per la valorizzazione dei vini ottenuti dai vitigni Nero d’Avola e Grillo”.

Dalla Regione intanto arrivano oltre 8 milioni di euro alle aziende vitivinicole siciliane per la promozione dei prodotti fuori dall’Unione Europea. Il provvedimento stanzia un contributo a fondo perduto fino al 60 per cento delle spese sostenute per l’attività di propaganda. Il bando è stato pubblicato dalla Regione Siciliana sul sito dell’assessorato all’Agricoltura a valere sull’Ocm vino e in particolare sulla misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi”.

“Altre risorse – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – che il mio governo ha voluto mettere in campo per aumentare sempre di più la competitività delle nostre produzioni enologiche, già conosciute e apprezzate, nei mercati esteri”.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 8,3 milioni di euro e ci sarà tempo sino al 23 novembre per la presentazione delle domande. Partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni internazionali; incoming presso le cantine per ospitare giornalisti e potenziali acquirenti; campagne di informazione e promozione da attuarsi presso i punti vendita, la grande distribuzione e la ristorazione dei Paesi terzi, sono soltanto alcune delle iniziative che è possibile finanziare e quindi realizzare attraverso questa misura.