E’ scontro alla vigilia del corteo del Palermo Pride 2026. Uno scontro iniziato subito con la presentazione della manifestazione ed allargatosi man mano che passavano le ore fino a dividere, sul tema, anche i partiti della coalizione di centrodestra a Palermo.
La manifestazione di domani, che sfilerà sotto lo slogan “Liberiamo il desiderio!”, ha ormai assunto i connotati di una vera e propria battaglia ideologica.
L’attacco che ha dato il via a tutto
L’attacco è partito durante la conferenza stampa di presentazione ed era chiaramente indirizzato a creare la polemica. Erano stati gli organizzatori del Coordinamento Pride e di Arcigay ad attaccare duramente il governo Meloni, denunciando l’erosione dei diritti civili e definendo le riforme sulla maternità surrogata come leggi “contro i bambini e la libertà delle famiglie”. Il riferimento chiaro ed esplicito era al progetto di legge di Carolina Varchi, ex vice sindaco di Palermo e segretario della camera dei deputati, esponente di FdI
La replica di Varchi
Immediata la replica del parlamentare di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, che ha risposto con durezza alle politiche di contrasto alla legge che porta il suo nome, emerse proprio in occasione dell’evento di domani. Secondo la deputata palermitana “l’unica cosa che emerge chiaramente dalle confusionarie rivendicazioni del comitato promotore del Pride Palermo è il loro collocarsi politicamente a sinistra, in opposizione alle politiche del governo nazionale”.
“Purtroppo per loro, anche quando ha governato la sinistra, le proposte sono state affossate dalla loro stessa maggioranza, come accaduto al Ddl Zan. il centrodestra, invece, quando governa realizza ciò in cui crede”.
“Orgogliosa di quella legge, i bambini non sono merce”
Varchi non ci sta e continua “La legge che porta il mio nome non è, a differenza di quanto dicono mentendo, una legge contro i bambini ma una legge contro la schiavitù del terzo millennio, cioè l’utero in affitto. Una prassi abominevole che prevede che una donna in difficoltà economica accetti di stipulare un contratto per una gravidanza al termine della quale dovrà immediatamente consegnare ai contraenti il figlio che avrà partorito”.
L’esponente di FdI ha poi aggiunto: “per me è inconcepibile che i bambini siano considerati merce e i soldi possano acquistare il corpo delle donne. Sono quindi orgogliosa di questa legge che ha reso l’utero in affitto reato universale, così come lo sono del Ddl Valditara che tutela la libertà educativa delle famiglie italiane contro le derive dell’ideologia gender nelle scuole frequentate dai nostri figli. Se ce l’hanno con me per questa legge, sappiano che lo considero una medaglia”.
Le opposizioni, Di Gangi contro Varchi
Nei giorni scorsi sul tema era intervenuta Mariangela Di Gangi, consigliera del Partito Democratico “le parole di Carolina Varchi confermano quanto denunciato dal Palermo Pride: Fratelli d’Italia continua a usare i diritti civili come terreno di scontro e propaganda politica. Domani la parata dimostrerà che Palermo è una città aperta, inclusiva e decisamente più avanti rispetto a questa visione oscurantista del governo”.
Tamajo: “Buon Pride a tutti”
Di segno diametralmente opposto, è l’intervento dell’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, che ha scelto di dare pieno sostegno istituzionale all’evento esordendo con un chiaro “buon pride a tutti e tutte”.
L’esponente di Forza Italia ha spiegato la sua visione affermando che “Il pride rappresenta molto più di una manifestazione: è un momento di libertà, di rispetto e di consapevolezza che appartiene a tutti noi. è il simbolo di quanti, nel corso degli anni, hanno conosciuto l’emarginazione, il pregiudizio e l’isolamento. è la voce degli ultimi, di chi è stato troppo spesso ghettizzato o costretto a nascondere la propria identità e la propria dignità”.
Tamajo ha poi concluso il suo pensiero ribadendo che “la libertà non ha etichette e i diritti non sono mai una conquista di parte, ma un patrimonio comune che riguarda ciascuno di noi. A tutti coloro che domani sfileranno per le strade della nostra città va il mio augurio di vivere una giornata di festa, di condivisione e di autentica libertà. buon pride a tutti”.
Il corteo di domani si preannuncia quindi caldissimo sul piano della partecipazione cittadina e centrale per i futuri equilibri politici siciliani.
Palermo Pride 2026: il percorso del corteo e il piano viabilità
Per consentire il regolare svolgimento della manifestazione e garantire la sicurezza dei partecipanti, l’Ufficio Traffico del Comune di Palermo ha predisposto modifiche alla viabilità con chiusure temporanee e divieti di sosta lungo l’itinerario.
Il concentramento dei partecipanti e dei 6 carri allegorici è fissato alle ore 16:00, con partenza ufficiale del corteo prevista per le 17:00.
Le tappe dell’itinerario
Partenza: Via Roma (angolo con Corso Vittorio Emanuele).Sosta davanti al Palazzo delle Poste per una performance politica collettiva.
Via Cavour, Piazza Giuseppe Verdi (Teatro Massimo), Via Pignatelli Aragona, Piazza San Francesco di Paola, Piazza Giovanni Amendola, Via Sammartino, Via Dante, Via Serradifalco, Piazza Principe di Camporeale con arrivo ai Cantieri Culturali alla Zisa, dove dalle ore 20:00 a mezzanotte si terrà il grande palco finale a ingresso gratuito con le madrine Giulia Mei e i Queen of Saba.
Divieti e modifiche al traffico
Chiusure stradali: Tutte le strade intersecanti l’itinerario del corteo verranno temporaneamente inibite al transito veicolare al passaggio della sfilata e fino a cessate esigenze.
Mezzi pubblici e bus: Le linee urbane AMAT che attraversano l’asse del centro storico subiranno deviazioni di percorso. Subiranno variazioni temporanee anche le principali fermate dei bus di collegamento con l’aeroporto posizionate lungo via Roma.






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