Il sindaco Leoluca Orlando torna a chiedere con forza l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche 21-23. Documento varato dalla Giunta ad inizio dicembre 2021, ma che ad oggi non ha trovato corrispondenza nel dibattito d’aula in Consiglio Comunale. Ed è proprio a Sala delle Lapidi che il primo cittadino si rivolge, palesando la possibilità di un “potenziale grave danno erariale stimabile in circa 60 milioni di euro”.

Piano Triennale 21-23, gli interventi da salvare

Un “danno” per il quale il sindaco si riferisce alle gare bandite entro il 31 dicembre 2021 per cui già si sono, o si stanno definendo, le aggiudicazioni che si potranno formalizzare soltanto con l’approvazione del Piano nel cui elenco annuale 2021 sono appunto ricomprese. In tale elenco, Leoluca Orlando colloca il recupero di un immobile al civico 600 di via Messina Marine, da destinare a struttura d’accoglienza (2,5 milioni di euro); il recupero di alcuni beni siti in via Di Vittorio, allo Sperone (1,3 milioni di euro); gli interventi di riforestazione della riserva naturale di Monte Pellegrino (5,1 milioni di euro); la riqualificazione del lungomare di Barcarello (4,2 milioni di euro).

E ancora, il recupero dell’asilo nido Mimosa (950.000 euro); l’efficientamento energetico del plesso scolastico Tomaselli, in via Duca degli Abbruzzi (1,3 milioni di euro); gli interventi relativi alla rete d’illuminazione pubblica della Zona Nord di Palermo (14 milioni di euro), per l’area della Circonvallazione (15 milioni di euro) e della zona a monte della Circonvallazione (9,8 milioni di euro); infine, si colloca in questa lista anche il recupero dell’asilo nido Galanti (3 milioni di euro).

Orlando: “Potenziale danno erariale da 60 milioni di euro”

Nella nota inviata al presidente del Consiglio Comunale Totò Orlando, il primo cittadino chiarisce i motivi per i quali è necessario approvare il piano triennale 21-23. “La mancata approvazione dello strumento triennale di programmazione delle opere pubbliche causerebbe la perdita di importanti finanziamenti utili alla realizzazione di opere strategiche per la città”. Fatto che “porterebbe come conseguenze un potenziale grave danno erariale stimabile in circa 60 milioni di euro“. Infatti “molti progetti sono interventi oggetto di procedure di gara già esperite o in via di espletamento e con il potenziale aggiudicatario già individuato”.

Il nodo tram

Sono tante le opere inserite nell’annualità 2021 del piano triennale 21-23. Ma quella che spicca inevitabilmente fra tutte è la linea A del tram. Si, proprio quell’opera che ha bloccato il precedente piano per oltre otto mesi a Sala delle Lapidi, dopo la prima bocciatura subita il 15 aprile. Proprio quell’infrastruttura tolta con apposito emendamento dalle opposizioni nell’ultimo dibattito d’aula sul tema.

Leoluca Orlando e Giusto Catania, quindi, hanno deciso di non demordere sulla tratta che dovrebbe attraversare via Roma e via Libertà, fino ad arrivare allo stadio Renzo Barbera. Un progetto fortemente contestato dalle opposizioni politiche in aula, tanto da inscenare un conflitto politico senza precedenti a Sala delle Lapidi. Barricate che hanno portato anche ad un’occupazione d’aula da parte degli esponenti della maggioranza politica a sostegno del sindaco. Consiglieri a cui si sono uniti anche gli esponenti comunali del Movimento 5 Stelle, anche in virtù dell’asse politico che si sta formando in vista delle prossime amministrative.

Ma nemmeno questo è stato sufficiente a convincere i gruppi d’opposizione che, con apposito emendamento a firma Argiroffi (Oso), hanno cassato il progetto della linea A, approvando così il piano triennale 20-22. Nel nuovo documento 21-23, oltre alla sopracitata linea A, sono inserite anche le tratte B e C, già collocate anche nel precedente atto. Nonchè gli otto parcheggi di interscambio annessi al progetto, classificati da un alto indice di priorità.