Applausi per la professoressa Rosa Maria Dell’Aria da parte dei tanti studenti che stanno partecipando al convegno ‘Migrare’, organizzato dall’Universita’ a Palermo. Gli applausi sono partiti quando i relatori hanno parlato di rispetto per la libertà di pensiero invitando la platea a solidarizzare con l’insegnante dell’Iti Vittorio Emanuele III, sospesa per non avere vigilato su un elaborato di un gruppo di alunni, che ha paragonato le leggi razziali fasciste contro gli ebrei al decreto sicurezza.

Intanto sta per toccare quota 200mila firme la campagna partita giovedi’ scorso per la libertà di insegnamento e in sostegno della professoressa Dell’Aria, per il ritiro della sanzione comminatale.
Il 22 maggio a Palermo USB Scuola ha chiesto l’incontro con il provveditore per la consegna delle firme.

“USB esprime la propria totale vicinanza alla docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo – si legge nella
petizione su change.org – sanzionata con una sospensione di 15 giorni dal provveditorato, per aver semplicemente svolto il suo ruolo di insegnante e non aver limitato la liberta’ di espressione dei propri alunni, che avevano operato, utilizzando un articolo presente in rete di un noto giornalista italiano, un legittimo accostamento tra il decreto sicurezza e le leggi razziali durante la celebrazione del Giorno della Memoria’.

La leader della Cisl Scuola, Maddalena Gissi annuncia che oggi pomeriggio chiederà al Miur il ‘ritiro immediato del procedimento’ contro la professoressa di Palermo sospesa dall’insegnamento: ‘non si puo’ aprire alcuna trattativa per il rinnovo contrattuale se vengono meno le premesse’, spiega la sindacalista interpellata dall’Ansa.

Nel primo pomeriggio infatti al Ministero dell’Istruzione si apre il tavolo di trattativa che riguarda il rinnovo del
contratto degli insegnanti.

“Crediamo che la sospensione della docente di Palermo sia un gravissimo atto di repressione della liberta’ di pensiero e d’insegnamento”. Lo afferma Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti.

“La mancata presa di responsabilita’ da parte del Ministro Bussetti e le dichiarazioni di Matteo Salvini con cui si augura che la docente torni in servizio esclusivamente per difendere i suoi decreti dimostrano come la gravita’ dell’atto non sia stata compresa”, continua Biazzo.

”La scuola ha il ruolo di formare menti critiche che attraverso la conoscenza riescano ad analizzare e mettere in discussione la realta’: non possiamo lasciare che questo evento ci veda indifferenti”. ”Ecco perché lanciamo una fotopetizione che coinvolga studenti, docenti, tutto il mondo della scuola e non con cartelli con scritto ”Sospendeteci tutti – Vogliamo saperi liberi. Inoltre abbiamo scritto un appello che invita tutto il mondo della conoscenza a mobilitarsi affinche’ cio’ che e’ successo non cada nel silenzio – conclude l’Unione degli Studenti – diamo la nostra completa solidarieta’ alla docente e ai suoi alunni, non resteremo impassibili dinanzi a questa ingiustizia: chiediamo l’immediata revoca della sospensione”.

“Vedere un video dove dei ragazzi dell’età di mio figlio dicono che il decreto di Salvini è come le leggi razziali del fascismo denota ignoranza. Non ci doveva andare di mezzo la professoressa. Giovedì la incontrerò, visto che vado a Palermo, e incontrerò anche i ragazzi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Skuola.net.

Marco Bussetti, ministro della Pubblica Istruzione, intervenuto alla trasmissione di Radio 1 “Un giorno da pecora” è tornato sull’argomento: “Ho letto le carte, comunque penso che incontrerò la professoressa giovedì, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. La sospensione è stata una decisione di un ufficio preposto, ma io mi sarei comportato diversamente, avrei adottato un altro provvedimento, decisamente più lieve”.