E nel campo largo progressista arrivò il caos. Mentre si discute ancora sul come stare insieme e sui programmi con l’indicazione di non fare nomi mentre Ismaele La Vardera si sente candidato in pectore e sta stretto nella coalizione che non lo indica ecco che arriva la mossa che spacca tutto. E non arriva da Palermo. Dal palco della Leopolda di Firenze, il leader di Italia Viva Matteo Renzi il suo nome lo fa ed è quello di Pietro Bartolo, noto medico condotto di Lampedusa divenuto, di fatto, il medico dei migranti ed eurodeputato.
L’annuncio è arrivato durante l’ultima giornata della kermesse fiorentina intitolata “Riprenderci Itaca”. Un siparietto probabilmente organizzato con Bartolo che ha accolto la proposta intervenendo direttamente all’evento, dichiarandosi fin da subito pronto a misurarsi con le primarie della coalizione per definire la guida dell’opposizione al governo regionale uscente.
Chi è Pietro Bartolo: dal camice di Lampedusa alla politica
Nato nel 1956, Pietro Bartolo è diventato una figura di rilievo internazionale per il suo ultradecennale impegno come responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, dove ha prestato soccorso a migliaia di migranti durante le ondate migratorie nel Canale di Sicilia. La sua storia e la sua attività medica sono state poste al centro del celebre film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, che ne ha amplificato la notorietà mediatica e l’autorevolezza morale.
La sua carriera nelle istituzioni politiche è iniziata ufficialmente nel 2019, quando è stato eletto al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Democratico, raccogliendo un amplissimo consenso di preferenze in tutta la circoscrizione insulare. Nel 2025 ha però deciso di lasciare il PD per aderire al progetto di “Casa Riformista” promosso dallo stesso Renzi, fondando contestualmente l’associazione “Rete Lampedusa”. Oggi, Bartolo si ripresenta sulla scena politica dell’isola proponendosi come figura aggregante per un fronte progressista e moderato alternativo al centrodestra.
La reazione di Ismaele La Vardera
Ma l’indicazione sa tanto di ennesimo stop all’interno del campo largo (che di fatto continua a non esistere) a Ismaele La Vardera che, non solo se ne accorge e lo capisce ma reagisce a stretto giro di posta con un pizzico di tono “piccato” “Leggo – dice – del lancio della candidatura a presidente della regione di Pietro Bartolo. Auguro lui una buona campagna elettorale, persona perbene e stimata. Sarà bello potersi confrontare con lui”.
Ma poi arriva la stilettata tipica dello stile, di La Vardera “A scegliere saranno i siciliani” e sottolinea come si tratti di “Un grande passo avanti rispetto alla candidatura di Armao del 2022”.
In realtà la candidatura di Armao nel 2022 l’aveva lanciata Calenda anche se con Renzi c’era una alleanza che durò, come si suol dire, da Natale a Santo Stefano. E poi La Vardera dice l’unica cosa che doveva essere detta in modo chiaro e che non è mai stata, per lui, in discussione: La mia candidatura resta in campo, oggi più che mai”.






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