“Si proceda alla definizione dell’annosa questione dei lavoratori che non sono mai transitati dall’ATO alla SRR, così come prescritto dalla Legge 9 del 2010”.

La FP CGIL, con una nota congiunta a firma del Segretario Regionale Massimo Raso e delle strutture di Palermo ed Enna Valerio Lombardo e Giovanni La Valle, torna a prendere posizione, lanciando un accorato appello all’Assessore dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, Alberto Pierobon, e al Dirigente Generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti, Salvo Cocina.

“La vicenda – sottolineano i tre rappresentanti sindacali – è alla loro attenzione già da diversi mesi, scanditi da riunioni, incontri, ispezioni, lettere ed esposti. Essendo imminente l’approvazione delle Legge di “Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti” ci stavamo rassegnando all’idea – aggiungono – che solo la nuova Legge potesse “sanare“ il comportamento di chi non è in grado di controllare la corretta applicazione della L.R. n° 9/2010 o ha ritardato l’approvazione degli atti propedeutici a rendere operative le SRR. Ma il tempo passa e la Legge sembra avvolta nelle nebbie dell’ARS! I Lavoratori e le loro famiglie non possono più aspettare i tempi lunghi della politica! Tra l’altro, nel frattempo, la situazione è peggiorata per i lavoratori di Enna, dove i “curatori fallimentari” hanno avviato la procedura di licenziamento, ignorando il precedente accaduto a Palermo. Nel capoluogo siciliano infatti i lavoratori, che avevano subito analogo provvedimento, hanno impugnato il licenziamento ottenendo dal Giudice del Lavoro il diritto ad essere reintegrati. Il Presidente della SRR di Enna aveva avanzato una soluzione ed anche noi avevamo presentato una proposta organica di utilizzazione di tutto il personale ma, ad oggi, non si muove foglia e si continua ad assistere ad “Assemblee farsa” che, regolarmente, vanno deserte! La nostra richiesta – concludono Raso, Lombardo e La Valle – è voler verificare le intenzioni delle SRR rispetto alle questioni poste e valutare gli opportuni provvedimenti del caso, compresa l’ipotesi di commissariamento delle stesse e convocare con urgenza un “Tavolo” per scrivere la parola “fine” a queste pagine ingloriose che tanta sofferenza hanno provocato e continuano a provocare ai lavoratori”.