“Per portare l’Amat definitivamente fuori da un periodo di crisi senza precedenti, tocca adesso alle istituzioni locali”. Lo dice Carlo Cataldi, coordinatore regionale dei Cobas Lavoro Privato settore Trasporti, che lancia un appello al Comune (socio unico dell’Amat) e alla Regione per l’effettivo rilancio dell’azienda.

“L’Amat – prosegue Cataldi – ha recepito la direttiva imperativa e vincolante del sindaco Orlando sui disallineamenti, intaccando così il capitale sociale. Ora auspichiamo che il piano di risanamento e fabbisogno del personale, che grazie anche alle osservazioni dei sindacati è in via di correzione, venga approvato dalla Giunta. Un passaggio fondamentale che va fatto al più presto per consentire all’azienda di predisporre il piano industriale e arrivare così ad un nuovo contratto di servizio con il Comune, che sia davvero adeguato per l’Amat. Un contratto in cui il Comune dovrebbe farsi carico dei servizi in perdita, dal car sharing alla rimozione, che non possono gravare sulle casse dell’Amat”.

Il coordinatore dei Cobas Lavoro Privato settore Trasporti chiede l’impegno tangibile di Comune e Regione, affinché “l’Amat venga ricapitalizzata prima possibile e si reperiscano le risorse necessarie alla sostenibilità economico-finanziaria del tram. Senza un intervento di supporto della politica, infatti, la cura complessiva rischia di non essere sufficiente”.

“Da sempre – rimarca Cataldi – i Cobas sostengono che senza adeguata copertura economica il tram sarebbe stato un fardello per l’Amat. Lo ribadiamo con forza anche oggi”.

L’Amat è inoltre attesa alla prova dei ricavi che, annota il sindacalista dei Cobas, “vanno incrementati con scelte da azienda moderna. In un momento in cui a Palermo il turismo cresce e la mobilità diventa strategia in un’ottica non solo cittadina, ma anche di area metropolitana, è necessario far fruttare tutti i singoli servizi e dare una svolta tecnologica alla società”.

La parola d’ordine è innovazione. “Occorre ripristinare l’app per la vendita dei biglietti, servizio fondamentale per incrementare i ricavi. Così come appare non più rinviabile l’introduzione del biglietto unico bus-tram-treno e di un nuovo sistema di rivendita dei tagliandi. Quello attuale resta ancorato a vecchi modelli non più convenienti per i commercianti. In tutti i Paesi europei ormai la vendita avviene attraverso terminali, che consentono ai rivenditori di emettere il biglietto e contestualmente incamerare la quota di competenza”.

Sono queste alcune delle proposte dei Cobas. “Speriamo – conclude Cataldi – che il nostro appello non cada nel vuoto e che finalmente l’Amat venga messa in condizione di erogare a tutti i livelli servizi pubblici all’altezza della quinta città d’Italia. Con grande senso di responsabilità e sacrificio, i lavoratori, soprattutto gli autisti, hanno fatto la loro parte. Ora è il turno delle istituzioni locali, chiamate a dimostrare concretamente la volontà di rilancio dell’Amat”.