Archiviati i giorni difficile della politica siciliana è un Presidente della regione che torna sui temi cari quello che si è presentato ieri sera ad Alcamo per portare il suo saluto all’evento dell’Udc intitolato “Costruire il centro che serve all’Italia”.

I risultati del governo e i conti della Sicilia

Una nuova occasione per raccontare la Sicilia dal punto di vista del governo e mandare segnali chiari all’intero arco politico: ” La Sicilia ha cambiato passo. Non è uno slogan: lo dimostrano i numeri” ha detto il presidente della Regione portando il proprio saluto al convegno dell’Udc.

Sul tavolo, Renato Schifani mette il bilancio del proprio governo: una radiografia fatta di cifre macroeconomiche che, secondo il governatore, certificano una svolta radicale per l’Isola, trainata dal risanamento dei conti pubblici e dal rilancio dell’occupazione.

La svolta dei conti: dal rosso alla disponibilità miliardaria

Il punto di partenza del suo intervento è la salute finanziaria delle casse regionali: “Abbiamo rimesso in ordine i conti per tornare a investire, sostenere le imprese e creare lavoro. Questa è la differenza tra annunciare e governare” ha rivendicato con forza il presidente.

I numeri parlano da soli per il governatore: dal disavanzo di 4 miliardi di euro registrato nel 2022 si è passati a un avanzo di ben 5,2 miliardi di euro nel 2025. Una boccata d’ossigeno per le finanze siciliane arrivata – ha sottolineato Schifani – grazie a un aumento delle entrate tributarie pari a 5 miliardi di euro, ottenuto senza toccare la pressione fiscale a carico dei cittadini. Una stabilità finanziaria che ha trovato riscontro anche nei mercati finanziari, con il doppio upgrade del rating della Regione da parte dell’agenzia Standard & Poor’s e l’approvazione di tre manovre finanziarie consecutive senza mai ricorrere all’esercizio provvisorio.

Il Pil vola e traina il lavoro: i dati della crescita

Il risanamento dei conti come volano all’economia reale. Dal 2022 a oggi, il Pil della Regione Siciliana è cresciuto del 13,3%, un dato che – secondo i dati snocciolati sul palco di Alcamo – posiziona l’Isola al primo posto tra le regioni italiane per dinamismo della crescita.

Segnali positivi arrivano anche dal fronte del mercato del lavoro e delle imprese. Gli occupati in Sicilia sono aumentati di ben 178 mila unità, con un tasso di occupazione salito dal 44,9% del 2023 al 47,3% del 2025. Nel tessuto produttivo si registrano 87.539 nuove imprese, con un tasso di crescita del tessuto aziendale che nel 2025 si è attestato all’1,34%, staccando nettamente la media nazionale dello 0,96%. A spingere i motori dell’economia c’è anche il turismo, che ha toccato il record di 23 milioni di presenze, trainato per il 56% da visitatori stranieri. «La crescita ha senso se produce opportunità e fiducia – ha commentato il governatore –. Oggi la Sicilia è tornata a essere una terra che investe e crea condizioni per restare».

Sblocco dei concorsi: piano da oltre 3.600 posti in Regione

Una delle ricadute più dirette del risanamento finanziario riguarda la macchina amministrativa regionale. Grazie allo sblocco dei concorsi, dal 2023 a oggi la Regione ha già immesso in servizio oltre 1.300 nuove figure professionali.

Ma la vera novità riguarda il prossimo futuro. Il nuovo piano per il triennio 2026-2028 prevede infatti fino a 3.641 nuove assunzioni, ben 724 in più rispetto alle stime previste inizialmente, un incremento reso possibile proprio dalla maggiore affidabilità finanziaria dell’ente. «Ringiovanire la pubblica amministrazione e renderla più efficiente – ha concluso Schifani – significa dare risposte migliori ai cittadini e accompagnare la crescita dell’Isola».

Gli interventi per il sociale

Non solo macroeconomia, ma anche misure di contrasto al disagio sociale. Nel corso del suo intervento, il presidente ha voluto ricordare i fondi stanziati dal suo governo a supporto delle fasce più deboli e dei giovani. Tra le misure principali figurano i 15 milioni di euro destinati al rifinanziamento della legge sulla povertà (per il contrasto all’emergenza alimentare, l’accoglienza temporanea e la povertà educativa), i 41 milioni di euro a sostegno degli oltre 10 mila beneficiari del reddito di povertà e, infine, i 15 milioni di euro stanziati per i voucher palestre, destinati a favorire l’accesso allo sport per oltre 50 mila giovani siciliani.