A dispetto delle statistiche che la vogliono agli ultimi posti nella percentuale di laureati, la Sicilia vanta l’istituto secondario con il più alto numero di studenti partecipanti al progetto di alternanza-scuola lavoro: oltre 130 all’Istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo. Un record indice di una scelta precisa: in una regione dove le grandi aziende sono poche, il mondo scolastico deve essere molto più intraprendente per assicurare ai propri giovani la formazione e le esperienze necessarie per trovare un impiego futuro.

È su questo trinomio, studio-formazione-lavoro che si è focalizzata la seconda edizione del Salone dello studente di Palermo organizzata da Campus Orienta, iniziata ieri e chiusa oggi pomeriggio alla Fiera del Mediterraneo. Un’iniziativa che, a soli due mesi dagli esami di maturità, rappresenta una delle ultime occasioni pubbliche per le riflessioni finali prima delle grandi scelte post-diploma.

“Studio e lavoro sono un’endiade destinata ad accompagnarvi per tutta la vita: sono concomitanti e non più sequenziali come accadeva alle generazioni precedenti”, ha spiegato Domenico Ioppolo, Coo di Campus Orienta, durante l’iniziativa su studio e apprendistato.

“Un’esperienza, quella dell’alternanza scuola-azienda che”, secondo Margherita Carastro, dirigente dell’USR Sicilia (Ufficio scolastico regionale, “non toglie lavoro a chi cerca occupazione, come alluso da qualcuno in passato, ma rappresenta un importante momento di orientamento alla formazione”.

Un progetto su cui sono impegnate le realtà che a Campus Orienta hanno tracciato un bilancio dell’ultimo quadriennio: USR Sicilia, Anpal, InfoCamere, scuole medie superiori, università e associazioni come Le Vie dei Tesori, festival diffuso su arte e cultura.

Un’occasione, quella del Salone dello studente, anche per lanciare richieste al mondo imprenditoriale: “Iniziative come queste sono fondamentali per ridurre una dispersione universitaria che in Sicilia è ancora più grave che altrove”, ha sottolineato Giovanna Marano, assessore Scuola, lavoro e giovani del Comune di Palermo. “Ma le aziende dove sono? Come mai importanti realtà produttive partecipano alle iniziative del Nord Italia e non vengono anche da noi?”.

Gli abbandoni universitari e la fuga dei cervelli sono stati al centro dei dibattiti di Campus Orienta Palermo, perché sono due fenomeni che qui più che altrove si fanno emergenza: la Sicilia, nella percentuale di laureati, su 450 regioni censite in Europa (dati Eurostat) è addirittura al 448° posto davanti soltanto a due regioni della Romania.

Mentre vanta il non invidiabile primato nella classifica dell’emigrazione intellettuale: la percentuale di giovani che lascia la regione per studiare altrove è la più alta d’Italia e riguarda quasi un siciliano su tre: esattamente il 28%.

Per fronteggiare fenomeni come questi, il Salone dello studente ha fatto due tappe in Sicilia: a Catania a novembre e ora, l’11 e 12 aprile, a Palermo, avviando un dialogo con realtà accademiche, scolastiche e istituzionali locali. Realtà che la delegata all’orientamento dell’Università di Palermo, Rosa Di Lorenzo, ha inteso valorizzare: “Sono numerosi i ricercatori impegnati all’estero che si sono formati da noi”, ha spiegato la dirigente. “Il nostro, come gli altri atenei dell’isola, non smette di puntare sia sulle eccellenze del territorio sia sull’innovazione, per offrire alle nuove generazioni percorsi competitivi”.

Le università siciliane di Palermo, Enna Kore e Catania sono state per questo protagoniste di un doppio ciclo di incontri con gli studenti, sia nella mattinata di ieri che in quella di oggi. In una cornice composta da 40 stand di atenei, accademie e istituzioni formative di ogni provenienza, dall’Università di Bergamo a quella di Pisa, dall’Università di Genova a quella di Padova sino alla più vicina di Reggio Calabria, passando per gli atenei di Roma Lumsa, Liuc di Castellanza (Va), Università per stranieri di Siena, Università Cattolica. Diverse anche le accademie dedicate a moda e design, altro asset dell’occupazione italiana: dall’Istituto europeo di design (Ied) alla Nuova Accademia di Belle Arti (Naba) sino all’Accademia del lusso e alla Aru Cambridge and Chelmsford.

L’eccellenza turistico-alberghiera e agro-alimentare locale è stata messa sotto la lente da Gambero Rosso, che al tema “Le professioni del cibo” ha dedicato entrambe le mattinate in uno spazio dove si sono svolti incontri con food-blogger come Alba Caponnetto, autori come Antonino Airolo, chef come Michele Lareddola, Mario Puccio e Dario Palminteri e workshop di orientamento sui diversi corsi professionali e master dell’Accademia omonima, da quello sulla Nutrizione nella ristorazione d’eccellenza a Progettazione e gestione di locali sino a Marketing multimediale per l’enogastronomia, l’ospitalità e il turismo.