Tutto rinviato a lunedì. Inutile la riunione della Commissione bilancio oggi, inutile l’aula di domani almeno sul fronte del bilancio. Potrà fare tutto il resto ma non potrà affrontare il nodo dei conti.

La Commisione Bilancio della Regione siciliana è stata rinviata a lunedì prossimo per assenza del documento contabile di assestamento del bilancio 2019 in base al rendiconto generale 2018 così come aggiornato dalla Corte dei Conti.

“Senza delibera di assestamento del bilancio attuale da parte della giunta non possiamo discutere della parifica del rendiconto 2018, rimanendo in attesa della norma Salva Sicilia da Roma. La commissione Bilancio ha preso atto della nostra proposta ed ha rinviato i lavori a lunedì, noi eravamo comunque pronti a lavorare pure domenica” affermano i deputati M5S all’Ars, Luigi Sunseri, Sergio Tancredi e Stefano Zito, componenti della commissione Bilancio di palazzo dei Normanni.

La scelta è stata assunta “alla luce della giunta di governo regionale di domani pomeriggio – dice il Presidente della Commissione Riccardo Savona – che dovrebbe deliberare sulle cifre della manovra di assestamento di bilancio propedeutica per la sua approvazione generale  e di intervenire con la massima completezza alla luce dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti dopo il giudizio di parifica del 13 dicembre”.

Si avvera, dunque, quanto temuto fin da stamane e anticipato dal BlogSicilia. La speranza di una via d’uscita per i conti siciliani, nell’attesa di un provvedimento romano, blocca qualunque attività. Ma cosa può cambiare in queste ore?

Da Roma sanno bene che la Sicilia non può permettersi di tagliare 2 miliardi e 100 milioni in tre anni, un miliardo dei quali subito oppure diventerà una polveriera sociale.

Musumeci lo ha scritto a Conte, Armao lo ha raccontato al Ministero, Razza lo ha detto a chiunque gli sia passato sotto mano. Da Roma, dunque, si è  rimessa in campo l’ipotesi di spalmare in 10 anni invece che in 3 il maxi disavanzo sancito dalla Corte dei Conti venerdì scorso.

Dal Parlamento, dunque,  potrebbe arrivare l’inserimento nel decreto Milleproroghe di una norma che autorizzerà la Sicilia a rateizzare il maxi disavanzo evitando i tagli a Comuni, enti regionali, imprese, precari e società sportive già messi neri su bianco. Se così sarà dopo la ratifica del Capo dello Stato, la norma potrà entrare in vigore fra Natale e Capodanno.

In attesa del provvedimento l’Ars, però, si blocca e dunque poi dovrà correre a rivedere la manovra ed approvarla in fretta e furia entro il 31 dicembre.

Ma se il promesso provvedimento non arrivasse si rischia di ritrovarsi con il tempo contato e la manovra ferma al palo. Ed ecco, dunque, che arrivano i magheggi col  governo Musumeci che ha inviato all’Ars il rendiconto generale 2018 da approvare ma ha omesso il provvedimento con gli ulteriori tagli e le tabelle. Si puntava ad avviare la discussione in attesa di sapere cosa succederà anche col rischio poi di dover procedere a colpi di emendamenti ma lo stop chiesto e ottenuto dai 5 stelle ai lavori della Commissione cambia le carte in tavola.

E in attesa di capire cosa succederà stop anche all’esercizio provvisorio. Unica cosa certa che la prima versione che arriverà in aula avrà una durata di due mesi, fino a fine febbraio anche se è probabile che poi sia necessario prorogarlo.