• Evasione Tari ancora altissima a Palermo
  • Il sindaco e la sua giunta pensano di inserire la Tari nella bolletta dell’energia elettrica
  • La decisione definitiva dipende da Roma
  • Sull’argomento diverse le posizioni all’interno del consiglio comunale

Al Comune di Palermo i conti non tornano, e per diversi motivi. La giunta Orlando vuole inserire la Tari, la tassa relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, nella bolletta dell’energia elettrica, come già avviene per il canone Rai, e lo ha comunicato in una nota trasmessa a Camera, Senato e vari ministeri.
Tutto ciò avviene anche perché il Comune non riesce a chiudere il bilancio di previsione 2021-23. Intanto la mancata approvazione del bilancio consolidato 2019, già bocciato dal Consiglio comunale, ha bloccato i trasferimenti dello Stato previsti dal Fondo di solidarietà comunale 2021, una cifra che si aggira attorno ai 60 milioni di euro.
Da qui l’idea della giunta Orlando, dal momento che l’evasione della Tari a Palermo è ancora altissima.
La delibera della giunta è stata inviata anche alla Prefettura, alla Regione e alla Corte dei Conti ma la decisione definitiva dipende solo da Roma. L’idea del sindaco e della sua giunta divide però il consiglio comunale e non trova d’accordo gli esercenti.

Per Confesercenti Palermo “è una provocazione”

“Ci preoccupa il fatto che il Comune non riesca a chiudere il Bilancio di previsione. Riteniamo comunque che la richiesta di Orlando al Governo nazionale di inserire la Tari all’interno della bolletta della luce come già si fa per il canone Rai, sia una provocazione. Sicuramente si possono trovare modi meno coercitivi per recuperare l’evasione”. Lo dice Francesca Costa, presidente di Confesercenti Palermo.

“Un servizio che fa acqua da tutte le parti”

“Siamo contrari all’idea dell’Amministrazione di inserire il pagamento della TARI nella bolletta dell’energia elettrica, che nient’altro farebbe se non inasprire i toni e il comune sentire dei cittadini palermitani. Questa proposta è solo un tentativo maldestro di spostare l’attenzione “dalla luna al dito”, e dunque dalle reali responsabilità dell’amministrazione attiva, dimenticando che le tasse si pagano quale corrispettivo di un servizio, che, da par suo, sta facendo acqua da tutte le parti facendo sì che questo costo sia vissuto, almeno in parte, come una vessazione, ancor più se costretti a pagarlo poiché incluso in bolletta. Non si può sorvolare sul fatto che – da anni – a Palermo siamo sommersi da cumuli di rifiuti di ogni genere e da extracosti provocati da una gestione fallimentare dell’azienda partecipata dal Comune, la RAP, per non parlare degli ulteriori costi per le casse comunali derivanti dal fallimento di AMIA.
Ci auguriamo che Roma possa venire in nostro soccorso con un decreto straordinario ad hoc e un Commissario capace di gestire le emergenze della nostra città, ridotta ormai allo stremo e ancor più in difficoltà a seguito della pandemia”.
Lo ha dichiarato Rosalia Viviana Lo Monaco, capogruppo M5S a Palazzo delle Aquile.

“La colpa di Musumeci” e la VII vasca di Bellolampo

“Sul tema dell’evasione della Tari, che è una delle cause più rilevanti che generano disfunzioni del servizio di gestione dei rifiuti in moltissime città siciliane, occorre una seria ed approfondita analisi. Se il tema dell’inserimento nell’eventuale bolletta della luce è pagare tutti per pagare tutti un po’ di meno e migliorare servizi che ad oggi sono purtroppo scadenti ritengo che sia utile una valutazione anche per dare risposta a quei cittadini virtuosi che pagano e giustamente pretendono una città pulita e servizi puntuali. Purtroppo i palermitani rischiano invece di pagare un aumento della Tari per colpa di Musumeci e i ritardi nella realizzazione della VII vasca a Bellolampo che doveva essere pronta già dal 2020″.
Lo ha dichiarato Antonino Randazzo, consigliere comunale M5S a Palazzo delle Aquile.

Il sì di Avanti Insieme

“L’inserimento della Tari nella bolletta della luce è una misura utile a contrastare l’evasione ancora altissima. D’altronde c’è il precedente del canone RAI già in bolletta, e la Tari è una tassa per un servizio indispensabile, al contrario della televisione che è un bene facoltativo. Ha più senso la tari in bolletta che il canone Rai,
insomma.
Vista la scarsa capacità di riscossione dei Comuni, a fronte del fatto che la gestione dei rifiuti e il loro conferimento per legge devono essere totalmente coperti dal gettito Tari, non vediamo valide alternative.
Il nuovo amministratore e i dirigenti della Rap devono tuttavia fare in modo che le percentuali della raccolta differenziata arrivino quantomeno a quelle previste dalla legge.
È indispensabile aumentare la raccolta differenziata oltre che evitare la realizzazione di nuove discariche e alimentare l’economia circolare dei rifiuti, mettendo la società gestore e il Comune nelle condizioni di impegnare parte dei proventi Tari per finanziare politiche di premialità per i cittadini più virtuosi”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Avanti Insieme Valentina Chinnici e Massimo Giaconia.