Aumenta la tassa sui rifiuti a Palermo. Fatto che sembra un paradosso per una città abituata ormai a vedere cumuli di immondizia sparsi per le periferie e non solo. Eppure è successo. Nella seduta del 31 agosto, il Consiglio Comunale si è determinato votando una delibera che prevede un aumento da 2,2 milioni di euro inserito nel Pef Tari 2022. Incremento calmierato in seguito ad un emendamento, a primo firmatario Forello, con il quale Sala delle Lapidi ha indirizzato all’unanimità 2,7 milioni di euro dal cosiddetto fondone 2021. Ciò per limare al ribasso l’aumento di spesa per le famiglie palermitane. Una cifra che era stata messa in campo per contenere gli effetti negativi di un altro tema caldo del momento, ovvero il caro energia.

Palermo annega fra i rifiuti

Aumenti che si manifesteranno progressivamente rispetto ai componenti del nucleo familiare: più si è in casa, più si pagherà. Un vero paradosso, già a partire dalla storia della delibera, proposta in era Orlando dall’allora assessore Sergio Marino e che ieri ha visto astenersi proprio quell’asse politico di centrosinistra. Al contrario, a votare l’atto sono stati i gruppi di maggioranza di centrodestra, nella scorsa consiliatura invece all’opposizione. Insomma, un cortocircuito politico figlio dei ritardi che hanno contraddistinto il provvedimento e la scadenza improrogabile per l’approvazione dello stesso, fissata al 31 agosto.

Una cosa è certa: a pagare il conto, seppur ribassato, saranno i palermitani. Il tutto mentre le periferie della città continuano ad annegare fra i rifiuti. In attesa della partenza del piano anti-rifiuti proposto dall’Amministrazione, Rap fa il possibile attraverso interventi straordinari. Ma non basta. Palermo annega fra i rifiuti. A dimostrarlo, laddove ce ne fosse bisogno, quanto accade in via Re Tancredi, strade del quartiere Zisa. Zona più volte protagonista di abbandoni selvaggi, con tanto di problemi alla viabilità. A documentare il tutto è P.L.R., residente. “Ma questo scempio quando finirà? – si chide il cittadino – Non riesco ad entrare più nel mio magazzino. Non vengono da tempo, nemmeno a controllare. Siamo isolati dal mondo”.

Un fenomeno, quello dell’abbandono di rifiuti ingombranti, al quale non sembra esserci rimedio. Sono tante le segnalazioni effettuate dalla cittadinanza e dai consiglieri di circoscrizione, addirittura con tanto di materiale video. Ma, ad oggi, le misure messe in campo non hanno sortito gli effetti sperati. Come nel caso di via Kolbe, strada del quartiere Acqua dei Corsari. I residenti della zona hanno segnalato un abbandono costante di rifiuti, immortalato peraltro con alcune immagini video.

Il paradosso degli extracosti

Ad aumentare i controsensi della vicenda TARI è il motivo che ha portato agli aumenti in questione, ovvero gli extracosti sostenuti dalla Rap, azienda partecipata che si occupa della gestione della raccolta della spazzatura in città. Uscite maggiorate a causa della necessità di trasportare i rifiuti palermitani presso altra sede. Ciò a causa delle mancanze strutturali che hanno riguardato l’impianto di Bellolampo, che ancora attende il completamento dei lavori del primo lotto della settima vasca.

Carenza di infrastrutture che ha spinto a forza nell’agenda politica dei vari partiti una parola: termovalorizzatori. In tanti hanno incominciato a parlarne: da Matteo Salvini a Maurizio Lupi, passando ad esponenti del mondo centrista, come il consigliere comunale di Azione Leonardo Canto che, rivolgendosi al collega d’opposizione del PD Giuseppe Lupo nella seduta di ieri dedicata alla TARI ha dichiarato: “Possibile che la parola termovalorizzatore sia un tabù?”. Bruciare rifiuti per produrre energia: questo è il concetto alla base di questi impianti che, con l’avanzare della tecnologia, hanno diminuito sensibilmente le emissioni. Ma è largo il fronte di chi è contrario a queste strutture, soprattutto all’interno del perimetro progressista. Una parola, quindi, che crea imbarazzo da un punto di vista politico. Lo stesso che prova qualunque cittadino a guardare le numerose cataste di rifiuti in città. Intanto però, a pagare saranno sempre i palermitani.