Tornano a protestare gli ex pip di Palermo che tornano in piazza. Si tratta di lavoratori che, da oltre 20 anni, vivono in una situazione di precariato fatta di pochi diritti, peraltro conquistati nel tempo, e tanti doveri. “Continuiamo con le nostre azioni a sostegno della vertenza dei circa 2600 Ex Pip che vivono in un clima di assoluta incertezza lavorativa. Anche per questo, è indetta per domani l’assemblea sit-in davanti la Presidenza della Regione siciliana”. Con queste parole Mimma Calabrò, alla guida della Fisascat Cisl Sicilia, annuncia le motivazioni dell’iniziativa.

Il silenzio delle istituzioni

“Un silenzio assordante – apostrofa la sindacalista – quello che attornia la vertenza degli Ex Pip. Tante parole, pochi fatti! Le lavoratrici e i lavoratori meritano rispetto. Come Fisascat – continua – abbiamo richiesto al Presidente della Regione siciliana di essere ricevuti già nel corso del sit-in ritenendo non più procrastinabile ricevere le dovute informazioni e aggiornamenti sui lavori del tavolo tecnico romano di cui fa parte anche la Regione siciliana”.

Da 20 anni in un limbo

“In assenza di risposte, continueremo la nostra incessante azione sindacale, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori Ex Pip. E’ impensabile – conclude la Calabrò – che i lavoratori, da oltre vent’anni, continuino ad essere lasciati nel limbo della precarietà”.

La norma per la stabilizzazione

Nei mesi scorsi  il Senato ha approvato una norma che consentirà non solo di riconoscere i lavoratori ex Pip ma di iniziare un percorso concreto e serio di stabilizzazione. La realtà degli ex-pip Emergenza Palermo trova le sue origini molto indietro nel tempo, con precisione nell’agosto del 2000, quando 3035 soggetti svantaggiati dell’area metropolitana di Palermo confluirono in un bacino di risorse a disposizione degli enti. Iniziò così la lunga storia dei lavoratori di Emergenza Palermo che iniziarono a prestare la propria attività operando nelle scuole, negli ospedali, nei comuni ed altre strutture pubbliche, svolgendo svariate mansioni, dai custodi agli addetti alle pulizie, operai ed anche lavorando presso gli uffici in qualità di impiegati.

Sono circa 2600

I lavoratori ex-pip, ad oggi circa 2600 e con età media che oscilla tra i 50 e i 60 anni, sono in atto utilizzati nelle pubbliche amministrazioni. Per effetto dell’emendamento approvato, saranno impiegati per fare fronte al crescente fabbisogno di risorse umane nel contrasto dell’emergenza Covid19. Il Governo Musumeci, intervenuta la sentenza n. 194 del 2020 della Corte Costituzionale, ha tenuto diretti contatti con la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Stato-Regioni, ottenendone l’appoggio all’emendamento, nonché con i Ministeri della Pubblica amministrazione e del Lavoro.