• Allarme dosi vaccino mancanti in Sicilia
  • Rischia di fermarsi la campagna vaccinale
  • La Regione appoggerà una causa contro i ritardi della Pfizer che sarà promossa dal Ministero
  • Nessun rischio per il personale già vaccinato, accantonate le dosi per il richiamo

La Regione siciliana prepara una azione legale contro Pfizer pe ri ritardi nella consegna dei vaccini programmati come da contratto. Lo annuncia l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza che rassicura, però, sui richiami

“Non sono a rischio i richiami dei vaccini in Sicilia, perché eravamo stati prudenti seguendo tutte le linee guida provenienti dal ministero della Salute e dal commissario nazionale. Però non c’è dubbio che i ritardi e gli impegni non mantenuti da Pfizer meritino una reazione”.

“A livello nazionale si è ipotizzata un’azione legale, la Sicilia la sosterrà, la sosterranno tutte le Regioni italiane. Intanto, però, chiediamo all’Ema e alle istituzioni comunitarie di fare presto. I cittadini europei, quindi gli italiani e i siciliani, non possono accettare l’idea che in altri Paesi del mondo si possano utilizzare vaccini che da noi non sono autorizzati. Da questo punto di vista sosteniamo l’azione del ministro Speranza: sicurezza e regole rispettate nella certificazione dei farmaci, ma servono anche rapidità e velocità. I cittadini vogliono vedere la luce in fondo al tunnel, ma non vogliono che sia un miraggio” aggiunge Razza.

Monta, infatti, la preoccupazione sui tempi della vaccinazione tra i medici e tutti gli operatori sanitari che lavorano nella cliniche private di Siracusa convenzionate con la Regione siciliana.

Ad accogliere i loro timori è Progetto Siracusa, il movimento di Ezechia Paolo Reale, ex assessore regionale all’Agricoltura, autore del ricorso contro la proclamazione a sindaco di Francesco Italia, attuale capo dell’amministrazione aretusea, per delle presunte irregolarità nel conteggio dei voti alle elezioni del 2018: ricorso che è stato poi respinto nei mesi scorsi dai giudici della Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo.

La situazione in Sicilia

La Sicilia con 94.716 dosi somministrate su 132.035 consegnate è in questo momento al 71,7% nel rapporto tra il quantitativo di vaccini inoculati e quelli arrivati. Più o meno la stessa percentuale della Lombardia.

In Italia, al momento meglio di tutti ha fatto la provincia autonoma di Bolzano con il 90,2%. Al momento nell’Isola sta iniziando anche la fase del richiamo, dopo ventuno giorni dalla prima inoculazione.

Il caso Pfizer

Continua il ritardo nella consegna delle dosi del vaccino di Pfizer – BioNTech anti Covid19 in Italia. Infatti, in arrivo ieri solo 53mila dosi sulle 294mila previste. Ed oggi  saranno 241mila, al netto di altri problemi.

L’urgenza è supportare quelle Regioni che devono fare i richiami ma hanno dosi scarse. Inoltre, chi ha più scorte nei ‘magazzini’ potrebbe essere invitato a cederle a chi ne ha più bisogno.

Ad esempio, nel Lazio, l’Unità di Crisi Covid-19 ha dichiarato: “Abbiamo avuto comunicazione che le consegne previste per oggi del vaccino Pfixer pari a 32.760 dosi sono slittate alla giornata di domani. Verificheremo attentamente se verranno consegnate, ma questa modalità a singhiozzo crea numerosi problemi organizzativi a tutto il sistema”.

La reazione leghista in salsa siciliana

“Finito il teatrino di Renzi, di Conte e degli pseudo costruttori, tornano a galla i problemi reali del Paese su tutti,quello di sconcertanti ritardi già annunciati da parte della casa farmaceutica Pfizer. Il governo nazionale dopo il ridicolo piagnisteo che si è consumato ieri in Senato si dia una mossa. Gli italiani rischiano di subire gravi ritardi nella somministrazione dei vaccini, ritardi che considereremmo imperdonabili dopo quelli che abbiamo tutti noi vissuto nei mesi scorsi su mascherine e presidi sanitari. I tagli e i ritardi nella distribuzione infatti, potrebbero lasciare senza seconda dose 54mila persone in Italia’. Nel caso in cui ciò si verificasse, intraprenderemo azioni legali contro la multinazionale farmaceutica per concorso in epidemia” commenta il deputato della Lega Vincenzo Figuccia.