Confindustria Sicilia promuove a pieni voti la copertura integrale del credito d’imposta per gli investimenti nella ZES, ma avverte le istituzioni: i fondi da soli non bastano se non si abbattono i costi storici dell’isola. La spinta decisiva arriva dallo stanziamento di circa 200 milioni di euro inserito nel disegno di legge “Coesione e crescita” grazie all’emendamento dell’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino. Una boccata d’ossigeno che sblocca le risorse per le imprese che hanno già scommesso sul territorio.
Il plauso degli industriali: “Certezza a chi investe”
Il presidente degli industriali siciliani, Diego Bivona, ha espresso forte apprezzamento per il voto dell’Ars, definendo il provvedimento un passo fondamentale per dare stabilità al sistema produttivo in un momento economico complesso.
- Collaborazione concreta: La misura conferma il valore del dialogo tra istituzioni e imprese.
- Garanzie per il futuro: Coprire interamente il credito d’imposta significa rispettare gli impegni presi con chi genera occupazione.
Le priorità sul tavolo: energia, burocrazia e trasporti
Oltre lo stanziamento economico, Confindustria traccia la rotta per i prossimi interventi della Regione. Secondo Bivona, per rendere la Sicilia davvero competitiva e attrattiva per i nuovi capitali, è necessario aggredire i tre nodi storici che frenano lo sviluppo dell’Isola:
- Caro energia: I costi energetici continuano a gravare pesantemente sui bilanci aziendali e servono interventi strutturali di mitigazione.
- Semplificazione burocratica: È indispensabile accelerare i tempi della pubblica amministrazione e snellire le procedure per l’apertura e la gestione dei cantieri.
- Logistica e ZES marittime: Per contrastare gli svantaggi dell’insularità, diventa vitale potenziare le rotte marittime e abbattere i costi del trasporto merci verso i mercati nazionali ed esteri.
“La Regione deve continuare a dimostrare di essere al fianco delle imprese con misure concrete. Questa è l’unica strada per trasformare i fondi in sviluppo duraturo”, ha concluso Bivona indicando una strada che non è solo economica ma che deve essere anche legislativa.



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