• Il deputato Ars del Pd, Dipasquale, chiede che venga fatto il richiamo ai furbetti del vaccino
  • Recapitata una lettera al direttore dell’Asp di Ragusa
  • Tra i furbetti, i parenti di una dirigente dell’Asp, ex sindaci, una giornalista, ed un medico dell’Asp licenziato

 

“Ritengo che ogni dose di vaccino sia preziosa e quindi non procedere al richiamo anche nei confronti di chi l’ha ottenuto in modo non trasparente vorrà dire, di fatto, aver buttato delle dosi”.

Lettera all’Asp di Ragusa

Lo scrive in una lettera inviata al direttore dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò, il parlamentare regionale del Pd, Nello Dipasquale, che intende dissuadere l’azienda sanitaria a rivedere la decisione (presa, comunque, dal presidente della Regione) di negare il richiamo ai cosiddetti furbetti del vaccino di Scicli, al centro di indagine dei carabinieri dei Nas. Tra i beneficiari ci sono i parenti di una dirigente dell’Asp, ex sindaci, una giornalista, ed un medico dell’Asp licenziato.

Rischi di salute per i furbetti

Per il parlamentare regionale del Pd, la mancata somministrazione della seconda dose metterebbe a rischio la salute dei furbetti. “Inoltre, e questa è la mia preoccupazione maggiore, la comunità scientifica nazionale, e non solo, è attualmente – scrive il deputato Ars del Pd – divisa sui rischi che si corrono nella ipotesi di interruzione del protocollo vaccinale che prevede che la seconda dose vada somministrata entro 21-28 giorni dalla prima, e comunque non prima di 19 e non oltre 42 giorni dalla prima iniezione”.

Il parere di Burioni

“La posizione maggiormente accreditata è quella che fa riferimento al parere di autorevoli professionisti del settore come il prof. Roberto Burioni, il virologo Massimo Clementi e l’immunologa Antonella Viola i quali sostengono con forza che non si debba interrompere il protocollo proprio per i rischi già espressi” scrive il parlamentare regionale del Pd nella lettera al direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò.

Condanna morale

Secondo la tesi del parlamentare del Pd, “i responsabili dello scandalo sono già stati condannati dal giudizio etico di ognuno di noi, saranno sanzionati con provvedimenti disciplinari e risponderanno di quanto fatto anche dinanzi alla Giustizia, ma il percorso farmacologico iniziato deve essere portato a termine”.