• Tornano in libertà i due fratelli arrestati per l’aggressione ad un medico
  • Hanno ammesso le loro responsabilità al giudice del Tribunale
  • Il pm, invece, chiedeva gli arresti domiciliari

Il giudice del Tribunale di Siracusa ha rimesso in libertà Paolo e Denis Burgaretta, 32 e 22 anni, i due fratelli arrestati dai carabinieri per l’aggressione al dottore  in servizio alla Guardia medica di Portopalo e al padre che si trovava lì per fare compagnia al figlio.

La difesa degli indagati

Gli indagati, difesi dall’avvocato Junio Celesti, hanno ammesso, nel corso della loro deposizione, le loro responsabilità ma hanno spiegato di aver agito perché, dopo essersi recati nella struttura sanitaria a causa di un malore di cui è rimasto vittima il loro padre, nessuno avrebbe aperto la porta per prestare le cure.

L’attesa davanti alla Guardia medica

E l’attesa, durata parecchi minuti, secondo quanto sostenuto dal loro legale, li avrebbe esasperati, al punto da fargli prendere la decisione di entrare con la forza.

Il pm chiedeva i domiciliari

Il magistrato della Procura di Siracusa, durante l’udienza, ha sollecitato per entrambi gli arresti domiciliari ma il giudice, pur convalidando la misura cautelare, ha deciso di rimettere in libertà i due fratelli, che si presenteranno al palazzo di giustizia il 19 gennaio del 2022 per il processo nei loro confronti.

L’altra aggressione ad un medico

Poco più di una settimana fa, si è verificata un’aggressione al Pronto soccorso dell’ospedale di Siracusa: in quell’occasione, è stato un utente, stanco di aspettare, a prendersela con il medico.

Manifestazione dei medici

L’Ordine dei medici di Siracusa, dopo l’episodio accaduto nei locali della Guardia medica di Portopalo, ha deciso di organizzare una manifestazione.

“Siamo in codice rosso”

“Siamo davvero – spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Siracusa, Anselmo Madeddu – in codice rosso per la violenza, ormai quotidiana, contro i camici bianchi. E’ giunta l’ora, dunque, e per questo intendo coinvolgere anche sua eccellenza il Prefetto e il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, di mettere in campo efficaci strumenti di contrasto ad un fenomeno che ha da tempo superato la soglia della tolleranza, in un Paese che dovrebbe brillare in termini di civiltà”.