Finisce all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo la vicenda Sea Watch. Lo fa sapere il Governo che oggi depositerà a Strasburgo la sua memoria difensiva sostenendo che la giurisdizione “appartiene all’Olanda”, Paese di bandiera della nave. Una volta riconosciuto ciò, l’Italia è pronta ad offrire un corridoio umanitario per trasferire i 47 migranti in territorio olandese.

Intanto, la Sea Watch 3 è isolata come una nave in quarantena. Vietato avvicinarsi per un raggio di mezzo miglio, ordina la Capitaneria di porto di Siracusa. E per il quarto giorno i naufraghi soccorsi il 19 gennaio scorso davanti alla Libia sono ‘prigionieri’ a bordo. Non si scende.

Sono invece riusciti a salire gli esponenti del Pd Matteo Orfini, Maurizio Martina e Davide Faraone che presenteranno un esposto in procura contro la “detenzione illegale” dei naufraghi. I due sono finiti però tra gli indagati. “Ci contestano la violazione di un dispositivo di polizia, noi riteniamo di non aver violato alcuna legge e che quello che abbiamo fatto è nelle nostre prerogative parlamentari”, affermano. La prefettura ribatte sostenendo di non aver autorizzato “alcun accesso alla nave, né ha il potere di farlo” ai parlamentari, aggiungendo che questi “sono stati informati del divieto e delle eventuali conseguenze di legge”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini mantiene la linea dura e ironizza: a chi “vuole portarmi in tribunale, rispondiamo col sorriso. A sinistra non hanno niente di meglio da fare che affittare gommoni per solidarizzare con i clandestini e denunciarmi. Io non mollo”. Intanto, si prospetta un’emergenza umanitaria: il comandante della nave comunica che i tre bagni stanno per raggiungere la saturazione: li usano i 47 passeggeri più i 22 membri dell’equipaggio. Potrebbe essere lo spiraglio per un possibile ok allo sbarco.

“Indagateci tutti, riempiteci di odio sui social. Noi stiamo con gli ultimi, di qualsiasi colore siano. A Siracusa e in qualsiasi altro posto del mondo dove la civiltà muore” dice Davide Faraone (Pd) dopo la visita a Siracusa per la Sea Watch. “Naturalmente le questioni legali – aggiunge – li affronteremo nelle sedi opportune, così come l’esposto alla Procura che scriveremo e depositeremo presto. Ma non è questo quello che mi rimane di questa giornata a Siracusa. C’è qualcosa di più importante che conservo e che i cinici non potranno mai capire”.

“Ci sono 47 esseri umani – osserva – sequestrati da Salvini e da Di Maio. Ci sono 3 bagni saturi e puzzolenti, niente acqua calda e una stanza per tutti. Ci sono cose che prescindono dai colori politici, che non possono diventare merce elettorale, le vite, la dignità dell’uomo, la solidarietà, il buonsenso. E invece oggi abbiamo avuto la dimostrazione che ci sono loro, gli ultimi, e c’è il Potere, il Potere di tenerli lì, di farli soffrire lì”.

“Con i parlamentari del Pd abbiamo scelto di essere accanto ai disperati, di essere testimoni oculari di una ingiustizia di Stato. Non abbiamo fatto un blitz sul gommone. Abbiamo incontrato lo Stato, il Prefetto di Siracusa, il comandante della capitaneria di porto”. Lo afferma il deputato del Pd e segretario del partito in Sicilia, Davide Faraone, ricostruendo su Facebook la visita in prefettura a Siracusa per la visita alla Sea Watch.

“Ci hanno autorizzato a salire a bordo della Sea Watch – aggiunge – non per cortesia, ma per legge. Ci hanno pure consigliato di prendere una imbarcazione privata e ci hanno scortato sino alla nave, salvo poi scoprire da una nota, qualche ora dopo, che la Prefettura non ci avrebbe mai autorizzato. E scendendo dalla Sea Watch, poi, scoprire di essere indagati per aver violato la legge. Di aver disubbidito”.

 

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