Colpa di scena sull’arresto, con l’accusa di spaccio di droga, di Paolo Andolina, il ventinovenne foreign fighter, nome di battaglia Azadi, trovato dai carabinieri di Siracusa ,in possesso, di  tredici dosi di eroina già confezionate nonché 9 flaconi di metadone.  Il giovane, che ha sposato la causa del popolo curdo andando a combattere contro l’Isis, è stato rimesso in libertà su disposizione della Procura di Siracusa, per cui “i fatti non costituiscono reato”. In sostanza, quel quantitativo di stupefacente, secondo l’autorità giudiziaria, non sarebbe dovuto finire tra le mani dei tossicodipendenti, probabilmente sarebbe stato solo nella disponibilità personale del ventinovenne.  La sua detenzione, seppur ai domiciliari, è durata lo spazio di qualche ora, e non sarà necessario il passaggio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa perchè non ci sarà alcuna udienza di convalida, visto che l’arresto è stato cancellato dal magistrato, il pm Marco Dragonetti.

 

Una storia incredibile, quella di Paolo Andolina, che 10 anni fa, dopo aver fatto le valigie, aveva deciso di rifarsi una nuova vita, scegliendo di andare a vivere sotto le Alpi,  a Torino. Avrebbe avuto un posto da cuoco ma proprio lì, nel capoluogo piemontese, avrebbe maturato la decisione di diventare un combattente. E’ andato in Kurdistan per la prima volta nel 2014, poi tra il 2016 e i 2018 il ventinovenne è stato due volte a combattere nel nord della Siria, nel Rojava. Un’esperienza senza precedenti, che avrebbe tenuto con il fiato sospeso le persone più strette a cui aveva raccontato la sua scelta. Da quei combattimenti, sarebbe uscito indenne e questo avrebbe probabilmente rafforzato la sua determinazione al sostegno del popolo curdo.

Aveva fatto rientro a Pachino ma nel corso di un controllo, i carabinieri lo hanno trovato in possesso di quel quantitativo di droga. Il giovane, per via della sua storia e di qualche precedente penale, è un volto conosciuto dai carabinieri, che lo avrebbero notato a bordo di una macchina. Gli inquirenti avrebbero avuto dei sospetti, forse il suo atteggiamento avrebbe messo più di un pensiero ai militari della stazione di Pachino, che gli avrebbero chiesto di scendere dalla macchina. A quel punto, è scattata una perquisizione e poco dopo è stata rinvenuta la droga, posta sotto sequestro dai militari della stazione di Pachino. Nelle ore successive all’arresto, il comando provinciale aveva diramato un comunicato:”Proseguono con incisività i servizi di prossimità posti in essere dai Carabinieri della Compagnia di Noto, finalizzati alla prevenzione dei reati, con particolare riguardo a quelli contro il patrimonio e quelli relativi ai traffici di sostanze stupefacenti, problematica purtroppo assai diffusa sul territorio” .