Hanno già dato la loro impronta i tre componenti del Covid team inviato dalla Regione a Siracusa per la gestione dell’emergenza coronavirus all’ospedale di Siracusa, al centro di una bufera dopo l’infezione  dei medici del pronto soccorso. L’equipe è composta da Cristoforo Pomara, Bruno Cacopardo e Paolo Murabito. Pomara è ordinario di Medicina Legale all’Università di Catania; Cacopardo è ordinario di Malattie Infettive mentre Murabito è un anestesista. Inoltre, Pomara e Cacopardo fanno parte del comitato tecnico-scientifico regionale, allestito proprio per fronteggiare l’emergenza Covid. La Cisl, che ha parlato con i medici, svela le importanti novità sui percorsi al pronto soccorso che adesso sarà sdoppiato, evitando i contatti tra i casi sospetti di Covid e gli altri.

“Mantenere l’attuale postazione come esclusivo – dicono il segretario generale della Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, del segretario della Cisl Medici, Vincenzo Romano, e del segretario della FpP Cisl territoriale, Daniele Passanisi –  punto di osservazione per i cosiddetti ‘casi grigi’, elimina quella potenziale pericolosità che la promiscuità ha determinato in questi ultimi giorni. Attrezzare il pronto soccorso per tutte le altre patologie dalla parte opposta di quella attuale, è un atto di grande responsabilità a tutela di tutto il personale sanitario e di quei cittadini che devono ricorrere alla struttura per l’emergenza”.

Pesante il giudizio della Cisl sulla precedente organizzazione che ha avuto l’avallo dell’Asp. “Il Covid Team ha confermato – spiegano i sindacalisti – quella inadeguatezza organizzativa che abbiamo segnalato sin dal primo momento. Ora il piano di emergenza viene rivisto e riportato a quelle garanzie di sicurezza necessarie per contenere qualsiasi rischio. Apprezziamo l’immediata operatività dei tre componenti del Covid Team – hanno continuato Carasi, Romano e Passanisi – Sono tre figure di assoluto livello medico e, soprattutto, del risk management abituato ad affrontare le emergenze. Interventi che, siamo certi, verranno effettuati anche nei presidi ospedalieri di Avola ed Augusta. Anche quelli bisognosi di razionalizzazione per tutelare la salute del personale e di tutti i pazienti”

E poi c’è la questione dei tamponi che sono fermi per la mancanza di reagenti come svelato dal sindaco di Siracusa. “Infine – hanno concluso i tre segretari – chiediamo che si attivi da subito l’analisi dei tamponi di tutto il personale dell’Umberto I. Non è accettabile che vengano conservati in frigo in lista d’attesa nel laboratorio di turno. Siamo ancora in tempo per contenere i danni. Serve accelerare i tempi e per essere ancora più concreti sarà necessario un confronto serrato con le organizzazioni sindacali.”