Man mano che vengono recapitate le bollette della luce, gli esercenti si chiedono quanto potranno resistere ancora. Ad Avola, uno dei centri più importanti del Siracusano, la cui economia ha tra i settori trainanti il commercio, monta la rabbia di chi ha un’attività.

Lo sfogo di un commerciante di Avola

Il titolare di una macelleria sulla sua pagina social ha pubblicato l’importo per la fornitura di energia elettrica, che è pari ad oltre 3 mila euro. “Iniziamo a parlare di coloro che fino ad ora hanno governato a Roma” è lo sfogo del commerciante ma altri colleghi, commentando il post, hanno svelato di avere ricevuto richieste di pagamento da capogiro.

Le altre proteste

Il gestore di una pizzeria lamenta l’aumento dei costi nonostante usi un forno a legno: “la bolletta è triplicata” racconta sui social. “Assurdo, a me è arrivata una bolletta di 7 mila euro” sostiene un altro commerciante.

Tariffe da capogiro per i panifici

Ha appeso su una bacheca del suo panificio le ultime 4 bollette relative al consumo dell’energia elettrica.  Se a maggio, il costo è stato di circa 1500 euro, ad agosto è salito a 4400 euro. “Così diventa davvero difficile” dice a BlogSicilia uno dei titolari del panificio Leonardi, in viale Zecchino, uno dei più longevi in città ma l’impennata dei prezzi dell’energia, come per tutti, aziende e famiglie, rischia di modificare i piani.

La solidarietà dei clienti

Tanti clienti si soffermano sulla bacheca del panificio e solidarizzano perché quello delle bollette salate è un problema comune ma da qui a dicembre, se la situazione non dovesse migliorare, il rischio di un tracollo è dietro l’angolo.

L’analisi dei ristoratori

“In questo momento, il flusso turistico compensa, in qualche modo, le uscite legate all’energia elettrica ma appena finirà, in coincidenza con la chiusura delle stagione estiva, sarà un vero salasso“.

Lo afferma Giovanni Guarneri, chef e ristoratore siracusano, uno dei più noti in Sicilia, per cui la stagione turistica è riuscita, in qualche modo, a compensare le uscite legate ai costi dell’energia ma con l’autunno alle porte e con le incertezze connesse al braccio di ferro tra Russia ed Europa, il futuro per la ristorazione è più cupo che mai.