• Esposto della famiglia del militare in servizio ad Augusta morto poche ore dopo la somministrazione del vaccino
  • Secondo i parenti ha accusato malessere, curato poi una Tachipirina 1000
  • La Procura di Siracusa, sulla vicenda, ha aperto un’inchiesta ed ha disposto l’autopsia

I familiari di Stefano Paternò, il marinaio di 43 anni, residente a Misterbianco, morto il 9 marzo nella sua abitazione qualche ora dopo la somministrazione del vaccino, hanno presentato un esposto in Procura.

L’autopsia

E sono stati loro stessi a sollecitare l’esame sulla salma della vittima per accertare le cause del decesso e comprendere se, in qualche modo, l’inoculazione della dose ha avuto una parte importante in questa tragedia. Il Procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, nella giornata di ieri, ha annunciato che sarà eseguita l’autopsia sul corpo senza vita del marinaio ed allo stesso tempo sarà esaminata la fiala usata dai medici.

“Il malessere”

“Immediatamente – si legge nell’esposto della famiglia del marinaio, rappresentata dagli avvocati Dario Seminara, Lisa Gagliano ed Attilio Indelicato – dopo la somministrazione il nostro congiunto, tornato nella sua casa di Misterbianco, accusava uno stato di malessere generale, caratterizzato da un rialzo febbrile: donde la somministrazione di Tachipirina 1000”.

I difensori del  marinaio, nel loro esposto, invitano la Procura “ad accertare se vi siano o meno responsabilità per azioni e/o omissioni connesse alla somministrazione del vaccino ai fini dell’individuazione e della sanzione degli eventuali responsabili del decesso di Stefano Paternò”. Va detto che, in molti casi,  la somministrazione di quella tipologia di vaccino comporta stati febbrili.

Le parole del Procuratore

“Non abbiamo elementi  per legare il decesso del militare alla somministrazione del vaccino. Non possiamo dire che esiste correlazione. Ci sono degli accertamenti in corso e sarà l’autopsia a stabilire quali sono state le cause della morte” ha detto ieri il Procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino.

Gli esami

Gli esami sulla salma consentiranno di comprendere bene cosa abbia portato alla morte il militare, è probabile, come capita in questi casi, che saranno effettuati anche gli accertamenti tossicologici ed istologi allo scopo di avere un quadro più chiaro della situazione. Sarà importante per gli inquirenti, ricostruire con esattezza le ultime ore di vita del 43enne così come saranno acquisite tutte le informazioni sullo stato di salute della vittima per comprendere se avesse delle patologie.