• Interrogatorio in Tribunale dei 3 familiari arrestati per estorsione
  • Uno degli indagati ha detto che era solo un intermediario
  • Ha scagionato dalle accuse il figlio ed il fratello
  • Per l’accusa avevano chiesto soldi ad un imprenditore per la protezione

“Non c’è stata alcuna estorsione ai danni dell’imprenditore agricolo e mio figlio e mio fratello mi hanno solo accompagnato all’appuntamento”. Lo ha detto, nel corso dell’udienza di convalida al palazzo di giustizia di Siracusa Davide Cannata, 38 anni, arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri con l’accusa di estorsione insieme al figlio,  Salvatore Cannata, 19 anni, ed al fratello Carmelo Cannata, 51 anni.

Scarcerati

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, al termine dell’udienza, ha disposto la scarcerazione dei tre familiari, che si trovavano nel penitenziario di contrada Cavadonna, per trasferirli nelle loro abitazioni, agli arresti domiciliari.

Le accuse

Secondo la tesi dei militari e della Procura di Siracusa, gli indagati avrebbero chiesto all’imprenditore agricolo di Palazzolo Acreide 10 mila euro per ricevere la loro protezione e per convincerlo, la settimana precedente, avrebbero dato alle fiamme un telo che copriva i mezzi agricoli.

“Solo una intermediazione”

Secondo quanto riferito da Davide Cannata, quei soldi chiesti all’imprenditore agricolo non sarebbero dovuti finire nelle sue tasche, perché avrebbe dovuto consegnarli ad altre persone che avrebbero voluto fare del mare al titolare dell’azienda.

Insomma, una sorta di intermediario ma durante la sua deposizione il 38enne, assistito dall’avvocato Antonino Campisi, ha precisato che il figlio, anch’esso difeso dallo stesso legale,  ed il fratello, rappresentato dall’avvocato Antonio Meduri, sono estranei a tutto e che avrebbe chiesto loro di accompagnarlo all’appuntamento concordato con la presunta vittima dove poi è scattato l’arresto.

La consegna del denaro

Per gli inquirenti, le cose stanno in modo diverso, in quanto dopo l’attentato incendiario i tre avrebbero sollecitato la consegna di 10 mila, concordando un anticipo di 5 mila euro.