Dura presa di posizione del Comitato No Triv contro il sindaco di Palazzolo. Gli ambientalisti, che contestano le trivellazioni nell’area del Val di Noto, sostengono che il primo cittadino del Comune del Siracusano, Salvatore Gallo, abbia solo preso posizione sui social ma provvedimenti concreti contro le ricerche petrolifere non ne avrebbe  mai adottati.

“Nei giorni scorsi – scrivono i No Triv- il sindaco di Palazzolo incalzato dalle nostre sollecitazioni ha dichiarato in modo netto sui social: «Ritengo intervenire per fugare ogni forma di dubbio, ribadendo che a Palazzolo Acreide non permetteremo lo stravolgimento del territorio, dell’ambiente e dell’ecosistema. La nostra azione resta mirata all’agricoltura e al turismo sostenibile. Gli studi “imposti” con decreto regionale 304 del 05/07/2019 dovranno rimanere studi e non tramutarsi mai in trivellazioni” .

“Vorremmo solo ricordare – aggiungono i No Triv- al sindaco Gallo che il decreto recita chiaramente che «il rilievo geofisico [è] all’interno del permesso di  ricerca idrocarburi. Inoltre, teniamo presente che per tale attività sono stati stanziati 45 milioni di
euro per 3 pozzi esplorativi. Noi gli vogliamo credere, ma finora non ha fatto nulla per mettere in atto ciò che sostiene pubblicamente sui social. Nessun atto, nessun ricorso di appoggio ad altri ricorsi tuttora in campo  contro il decreto della Regione siciliana che autorizza l’avvio delle indagini geofisiche su 600 km2  del Val di Noto. Nessuna delibera di giunta o di consiglio per contrastare le attività propedeutiche  al permesso di ricerca di combustibili fossili. Niente di niente”.

A tal proposito è stata organizzata una manifestazione.

“Abbiamo intanto ha indetto – scrivono i No Triv- un’escursione-manifestazione per il 15 marzo nei luoghi più belli intorno e all’interno di Palazzolo, per far stampare nella memoria dei partecipanti la bellezza della Valle dell’Anapo su cui sorge la città e dichiarare la contrarietà degli amanti della Natura della sostenibilità a questo déjà vu o incubo-perforazioni che colpisce periodicamente il Val di Noto. Priolo, Melilli, Gela, Milazzo, Ragusa, Augusta sono esempi ancora vividi: la Sicilia ha già dato
abbastanza agli idrocarburi”.