Gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un fermo d’indiziato di delitto a carico due cittadini turchi, 43 e 25 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono ritenuti gli scafisti del veliero con a bordo 83 migranti di nazionalità egiziana e siriana, giunto ieri notte nelle acque di Siracusa ed intercettato dalle motovedette della Capitaneria di Porto.

Le dichiarazioni dei migranti

Le dichiarazioni rese dai migranti, circa la dinamica della traversata e la conduzione dell’imbarcazione hanno consentito di procedere alla misura cautelare.

Armi a bordo

Inoltre, a seguito di perquisizione, il più giovane dei due fermati è stato trovato in possesso di armi e munizioni, 21 cartucce di vario calibro e 2 coltelli a serramanico.  Quest’ultimo è stato anche denunciato per detenzione illegale di armi. Al termine dei controlli, i due turchi sono stati condotti in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

Migrante denunciato a Siracusa

Un giovane gambiano, 24enne, con problemi psichici è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Ieri sera, nel corso delle celebrazioni del Corpus domini al Pantheon di Siracusa, il migrante, che gode della protezione internazionale, avrebbe provato ad avvicinarsi all’arcivescovo di Siracusa “ma senza atteggiamenti violenti” riferisce un testimone a BlogSicilia.

Bloccato dalla polizia

Ma la sua sortita avrebbe insospettito i poliziotti ed ad uno di loro avrebbe urlato la frase Allah Akbar: è scattato il protocollo di sicurezza, considerato che quell’espressione è usata dai fondamentalisti islamici. Il migrante avrebbe fatto resistenza, per cui nei suoi confronti è stata emessa una denuncia.

“Nessun momento di tensione”

“Non ci sono stati momenti di tensione – riferisce ancora il testimone a BlogSicilia – al punto che molte persone che si trovavano in quel momento al Pantheon non hanno compreso nulla”.

Il gambiano è peraltro conosciuto da diverse personalità religiose che ieri hanno preso parte alle celebrazioni del Corpus domini. “Sappiamo che è un ragazzo – dice ancora il testimone – con problemi di natura psichica, anzi mi è stato riferito che si sarebbe avvicinato al vescovo per manifestargli la sua benevolenza”