Nonostante la stagione venatoria non sia ancora partita, 4 cacciatori, imbracciando il loro fucili, si sono recati nella zona di Lentini. Ed hanno aperto il fuoco contro gli animali, centrando 2 conigli selvatici e 12 colombacci.

Scoperti dai carabinieri

A scoprirli, nel corso di un controllo, sono stati i Carabinieri del Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Catania, che li hanno denunciati per esercizio della caccia in periodo di chiusura. Si aprirà, dunque, nei loro confronti, un procedimento giudiziario, rischiando una pena che prevede un anno di carcere ed una sanzione fino a circa 3 mila euro.

Armi sequestrate

I fucili e le munizioni sono stati sequestrati dai militari e la selvaggina, previa verifica dell’idoneità al consumo umano da parte dell’Asp, è stata donata ad un ente di beneficenza.

Caos dopo la decisione del Tar

Sulla caccia, fino a poche ore, vigeva il provvedimento di sospensiva del calendario venatorio dal TAR di  Catania ma la Regione è intervenuta, sostenendo le tesi dei cacciatori ed emanando un nuovo calendario. L’atto, firmato dall’assessore all’Agricoltura Toni Scilla, cambia nuovamente le carte in tavola e riapre la caccia. Insomma: Da sabato, come emerge nel provvedimento firmato dall’assessore all’Agricoltura Toni Scilla, scatterà la pre apertura, prevista anche domenica 5, sabato 11 e domenica 12 settembre.

Gli animali che potranno essere cacciati

In questi giorni si potrà andare a caccia solo del colombaccio e del coniglio selvatico. Tutte le altre specie animali si potranno cacciare dal 19 settembre, data in cui è prevista l’apertura generale della stagione venatoria, che andrà avanti fino al 31 gennaio. Alcune specie, però, si potranno cacciare a partire dal 2 ottobre, come suggerito sempre dall’Ispra. Il Consiglio siciliano della caccia, ovviamente, “accoglie favorevolmente il provvedimento dell’assessore Scilla, rispettoso delle leggi regionali e nazionali di settore e anche del parere dell’Ispra”. Le associazioni animaliste e ambientaliste, di contro, chiedono “subito un incidente di esecuzione al presidente Tar Catania”. E minacciano anche la “trasmissione degli atti alla Corte dei Conti e alle Procure”.

 

 

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