Il gip del tribunale di Siracusa ha rinviato a giudizio una donna di 58 anni, di Rosolini, nel Siracusano, accusata di circonvenzione di incapace di una ricca ereditiera, anch’essa di Rosolini, morta all’ospedale di Avola il 25 luglio del 2016. Secondo la ricostruzione degli agenti del commissariato di polizia di Pachino, in quel periodo agli ordini della dirigente Maria Antonietta Malandrino, la cinquantottenne, dopo essere stata assunta come badante dall’anziana, sarebbe riuscita ad entrare nelle sue grazie, sfruttando, da quanto emerso nelle indagini, coordinate dai magistrati della Procura di Siracusa, la demenza senile della pensionata, che, ormai completamente traviata,  avrebbe permesso alla donna di accedere ai suoi conti.

Ma la vera sorpresa sarebbe stata l’apertura del testamento, datato 8 maggio del 2015, che nominava la badante quale erede universale della pensionata, con l’esclusione di tutti gli eredi legittimi. Sono stati quest’ultimi, rimasti sostanzialmente a bocca asciutta a rivolgersi alle forze dell’ordine, certi che la loro familiare sarebbe rimasta vittima delle pressioni psicologiche della cinquantottenne. Durante le indagini, gli agenti hanno sentito dei vicini di casa dell’anziana, in particolare una donna avrebbe raccontato ai poliziotti di aver interrotto le visite in concomitanza con l’ingresso della badante nella vita della sua amica.

Gli inquirenti hanno compiuto degli accertamenti bancari negli istituti di credito in cui la ricca ereditiera aveva dei conti correnti aperti. Nelle verifiche eseguite in una filiale della Banca agricola popolare di Ragusa, i poliziotti hanno svelato dei movimenti in uscita poi rintracciati su un conto di Poste italiane intestato alla badante.  Nel complesso, dalle indagini  delle forze dell’ordine, sul conto dell’anziana ci sarebbero state uscite per un ammontare di circa 116 mila euro.

Temendo che il patrimonio della pensionata potesse essere prosciugato in modo illegittimo, su richiesta della Procura di Siracusa, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa dispose, nel luglio del 2016, il decreto di sequestro preventivo del patrimonio dell’anziana, comprendente beni immobili e preziosi, e di alcune polizze in favore della badante.