ROMA (ITALPRESS) – “Il Movimento 5 Stelle si sta trasformando in qualcos’altro in questi ultimi anni. I principi del Movimento erano ben chiari, ora non lo sono più. Ancora non ho capito le idee di Conte sul Movimento, non capisco perchè tenga così segreto il suo Statuto. Non è con uno statuto che si fa un movimento. Sicuramente è il momento più difficile in tutta la storia del Movimento 5 stelle”. Così Davide Casaleggio, ospite a “The Breakfast Club” su Radio Capital.
“Cosa resterà del Movimento? Sicuramente il simbolo, i principi fin qui sono scritti nello Statuto e nel codice etico ma mi sa che vogliono riscrivere pure quelli. Nell’ultimo anno troppe deroghe e violazioni ai principi e alle regole costitutive, che sono stati il motivo per cui sono state attratte tante persone, per questo se i principi vengono meno le persone si disaffezionano – ha spiegato Casaleggio -. La regola dei due mandati? E’ uno dei tre pilastri che avevamo proposto durante il V Day, era la legge dei cittadini. Semplicemente per far partecipare i cittadini alla politica e secondo me potrebbe essere applicato all’intero arco costituzionale. Beppe Grillo ha ribadito il suo punto di vista sul tema dei due mandati. Lui crede che sia in linea con i principi costitutivi del Movimento”.
Sulla consegna dati degli iscritti alla piattaforma Rousseau, Casaleggio precisa: “Noi abbiamo sempre detto che se il rappresentante legale del Movimento ci avesse chiesto i dati, li avremmo consegnati. E così è stato, ma solo dopo che è stato individuato chi fosse questo rappresentante legale. Il tema non è una questione di dati, il Movimento non si fonda su uno statuto nuovo tenuto segreto o su una serie di mail contenute in un server. Si fonda su degli ideali, su delle battaglie. Questo è il tema principale. Di Battista? Con Alessandro abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di amicizia, come con altre persone del Movimento. Credo che in questo momento sia focalizzato su altri progetti. Mio padre di destra e Grillo di sinistra? Cerco di evitare di utilizzare le etichette della politica, preferisco parlare di singole battaglie. Mettersi addosso una bandiera politica serve a semplificare le discussioni”.
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