Sono Corrado Vaccarella e Leonardo Rizza i due uomini raggiunti questa mattina dalle ordinanze di arresti domiciliari — con braccialetto elettronico — nell’ambito dell’inchiesta sulla bomba esplosa la notte del primo febbraio scorso davanti a un esercizio commerciale di Avola. L’operazione è stata condotta dai poliziotti del Commissariato cittadino, su coordinamento della Procura della Repubblica. Vaccarella è difeso dall’avvocato Paolo Signorello, Rizza dall’avvocato Natale Vaccarisi. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia.

La vicenda

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella notte un uomo a bordo di un motociclo aveva posizionato e fatto detonare un ordigno esplosivo davanti alla saracinesca del negozio. Il boato era stato udito in quasi tutto il centro abitato. L’esplosione aveva danneggiato l’ingresso del locale, distrutto numerosi elettrodomestici all’interno, lesionato tre autovetture in sosta e mandato in frantumi i vetri delle finestre delle abitazioni vicine.

Il mandante

La chiave dell’inchiesta è nella ricostruzione dei ruoli. Rizza, secondo la Procura, sarebbe il mandante: avrebbe incaricato Vaccarella di collocare e innescare l’ordigno. Come compenso per il favore, gli avrebbe poi offerto sostanza stupefacente. Ad entrambi vengono contestati i reati di danneggiamento aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivi ad alto potenziale detonante  con rischio elevato per la pubblica incolumità  ed estorsione aggravata.

Il debito della vittima

Proprio l’estorsione, secondo gli investigatori, sarebbe la molla dell’intera vicenda: l’attentato sembrerebbe riconducibile a un credito vantato da uno degli arrestati nei confronti dei titolari dell’esercizio, maturato per lavori edilizi eseguiti in passato, con l’obiettivo di costringerli a saldare il debito.

Le telecamere

A incastrare i due indagati è stata un’analisi certosina delle telecamere di videosorveglianza cittadine, che ha permesso di ricostruire il tragitto percorso dal motociclo la notte dell’esplosione e di risalire all’identità dei sospettati.