Ortigia si merita una tregua, ma l’estate non gliene sta concedendo una. Prima l’acqua, con rubinetti a secco nei piani alti del centro storico. Ora la luce, con un guasto elettrico che dal 13 agosto tiene in scacco la zona sud del quartiere. Due emergenze diverse, la stessa fragilità di fondo.

Il guasto e la soluzione tampone

Dal 13 agosto, tra via Vittorio Veneto e il lungomare dei Tolomei, l’energia arriva grazie a due generatori d’emergenza, operativi senza sosta. Un guasto serio alla rete elettrica ha costretto Enel a un intervento straordinario: sostituzione dei cavi sotterranei, scavi a vista, tempi che si allungano di giorno in giorno.

Una toppa necessaria, va detto: senza quei motori il centro storico più fotografato di Siracusa sarebbe rimasto al buio nel pieno dell’alta stagione. Residenti, albergatori, ristoratori hanno potuto continuare a lavorare. Ma ogni soluzione tampone porta il suo conto da pagare, e qui il conto ha la forma di un rumore che non concede tregua.

Il rumore che non dà tregua

I due generatori, per coprire il fabbisogno h24, macinano un rumore che i residenti descrivono come assordante. Non è solo questione di notti insonni: anche di giorno, quel ronzio continuo sta trasformando la convivenza in un esercizio di pazienza sempre più difficile da sostenere. Al guasto elettrico si è aggiunto così un disagio parallelo, in un’estate che di problemi infrastrutturali ne aveva già collezionati abbastanza.

C’è poi un capitolo ancora da chiarire: alcuni cittadini segnalano guasti agli elettrodomestici, coincisi con le ripetute interruzioni e i tentativi di ripristino della corrente.

La nota del comitato

“Un guasto può accadere. Quello che non può più essere liquidato come una semplice coincidenza è il quadro complessivo di una città le cui infrastrutture mostrano una fragilità sempre più evidente” attacca il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente che ha raccolto le proteste dei residenti e non solo. Una frase che sposta il discorso dal singolo episodio al sistema: non un guasto isolato, ma un sintomo.

Un’estate da dimenticare

A inizio stagione era toccato all’acqua: pressione bassa, rubinetti a secco, un problema mai davvero risolto nonostante i miglioramenti di luglio, e ancora oggi strisciante sotto la superficie. Ora, ad agosto, tocca alla luce mostrare la corda. Un quartiere che, nel momento in cui dovrebbe offrire ai suoi ospiti solo mare e bellezza, si trova invece a fare i conti con generatori rumorosi e reti che cedono.