L’Assemblea Regionale Siciliana si prepara a un autunno caldo, sospinta dai venti di riforma che soffiano dalle pendici dell’Etna. A fare il punto sulla ripresa dei lavori parlamentari a Sala d’Ercole è il Presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, che dal palcoscenico della seconda edizione di Etna Forum a Ragalna ha lanciato un chiaro messaggio a maggioranza e opposizione: la riforma del regolamento interno non può più attendere, a partire dalla madre di tutte le battaglie parlamentari, ovvero la cancellazione del voto segreto.

Ma la kermesse politica ai piedi del vulcano non è stata solo una sede di confronto istituzionale. Tra un dibattito e l’altro, il summit si è trasformato nel trampolino di rilancio per il governo Schifani bis, incassando l’endorsement pesante dei big della coalizione di centrodestra per una ricandidatura dell’attuale Governatore alla presidenza della Regione.

La sfida di Galvagno: “Trasparenza all’Ars, il voto segreto è un colpo di lupara”

Intervistato a margine della terza giornata dell’evento organizzato nel catanese, Galvagno ha ribadito con fermezza la necessità di cambiare le regole del gioco parlamentare. Una proposta che il presidente della Camera siciliana ha sul tavolo già da mesi: “La mia proposta non era soltanto di abolizione e limitazione del voto segreto, ma conteneva tante modifiche normative che avrebbero comunque effetto a partire dalla prossima legislatura”. Nessun posizionamento tattico a favore dell’attuale esecutivo, dunque, ma un cambio di rotta strutturale per il futuro della Sicilia.

Galvagno ha alzato i toni contro i franchi tiratori e le imboscate d’aula, definendo altrove il voto segreto incontrollato come un vero e proprio “colpo di lupara” per regolare i conti interni ai partiti. La sfida, adesso, si sposta sul voto della riforma stessa: “Confermo la mia proposta e mi auguro che non ci siano deputati, specialmente dell’opposizione, che chiedano il voto segreto sulla votazione del voto segreto. Sarebbe una barzelletta”.

Un appello alla trasparenza che arriva mentre l’agenda di settembre si preannuncia fittissima: prima lo smaltimento delle interrogazioni e dei servizi ai Comuni, poi l’approvazione della manovra correttiva e, infine, il traguardo della Legge di Stabilità entro l’anno.

Clima da Schifani-bis: da La Russa a Ciancitto, il centrodestra si compatta

Se Galvagno detta i tempi della macchina parlamentare, il dibattito politico di Etna Forum si è infiammato sul futuro del Governo regionali. Com’era già emerso nei giorni precedenti su BlogSicilia, il primo a blindare la leadership di Renato Schifani è stato il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha dettato la linea della coalizione: “Schifani è un ottimo presidente della Regione. La regola è che un buon presidente della Regione sia il candidato della volta successiva”.

Un asse di ferro che ha trovato sponda immediata nei parlamentari del territorio. A stretto giro è arrivata anche la conferma del deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Francesco Ciancitto, il quale – intervistato proprio da BlogSicilia – ha rincarato la dose spegnendo sul nascere ogni dubbio residuo: “Quando scioglierà FdI la riserva sulla ricandidatura di Renato Schifani alla Regione? Direi che la riserva l’abbia già sciolta il Presidente del Senato”, ha chiarito l’esponente meloniano, pur ricordando che per il perfetto funzionamento della coalizione servirà in futuro una redistribuzione delle presidenze degli enti regionali.

Nonostante i tentativi di destabilizzazione delle opposizioni – con Cateno De Luca che ha derubricato gli endorsement a un semplice “gioco delle parti” dovuto al nervosismo della maggioranza – il tavolo di Ragalna restituisce l’immagine di un centrodestra che, pur con i consueti pesi e contrappesi interni, ha già scelto di ripartire dalla stabilità dell’inquilino di Palazzo d’Orléans. La palla passa adesso all’aula di Sala d’Ercole, attesa alla prova del nove dei numeri e della trasparenza nominale.