Anche ad Agrigento furbetti del vaccino. Segnalati dei casi di persone vaccinate che non rientrano nelle categorie previste, ma legate ai sanitari da rapporti di parentele.
Convocati in questura i presunti “raccomandati”.

Aperta un’inchiesta dalla Procura di Agrigento

La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta in merito a presunti abusi legati alla somministrazione dei vaccini anti Covid. A quanto pare, la maggior parte di queste persone sono legate da rapporti di parentela con operatori sanitari.
In procura, sarebbero arrivate delle segnalazioni di casi che non rientrano nelle categorie per cui è prevista, in questa fase, la somministrazione del siero, e che, invece, sarebbero stati ugualmente vaccinati.

Alcune persone convocate in questura

L’attività di indagine, da parte dell’ufficio diretto da Luigi Patronaggio, è stata delegata alla questura che ha convocato gli interessati, in qualità, per il momento, di persone informate sui fatti, per chiedere loro spiegazioni in merito alla somministrazione del vaccino.
Le indagini, su cui vige al momento il più stretto riserbo, sono alle battute iniziali. Pare che i presunti abusi siano stati giustificati, sul piano formale, da alcune direttive non sempre precise e, in alcuni casi, contraddittorie.

Il mancato rispetto del piano vaccinale e la posizione del Codacons

Sul caso dei furbetti del vaccino in Sicilia il Codacons pochi giorni fa, ha presentato un esposto alla Procura di Palermo chiedendo di aprire una approfondita indagine per verificare l’operato della Regione siciliana e delle Asp in ordine al mancato rispetto del piano vaccinale.
“L’ordinanza del 15 marzo 2021 firmata dal commissario Figliuolo – spiega l’associazione – stabilisce che ‘le dosi residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità del piano nazionale’. L’ordine di priorità prevede in primo luogo la vaccinazione degli ultraottantenni prima che vengano contattati altri cittadini. Nella realtà dei fatti, tuttavia, si sta assistendo in Sicilia a una illegittima corsia privilegiata nella somministrazione vaccinale, con i cosiddetti furbetti che hanno saltato la fila facendosi vaccinare senza averne titolo”.