Dopo la visita a bordo dei medici, è in corso l’evacuazione a bordo della motovedetta CP300 della Guardia Costiera delle prime 13 persone salvate dalla Alex. Lo fa sapere Mediterrana saving humans. Sono i soggetti più vulnerabili (bambini, donne) e delle loro intere famiglie.

“Una buona notizia. Finalmente”, commenta la ong. “Adesso – chiede Mediterranea – devono sbarcare presto gli altri 36 naufraghi rimasti. Accordo tra governi italiano e maltese è confermato da entrambe le parti: aspettiamo che Autorità organizzino il trasferimento a Malta su assetti militari, visto che non può avvenire a bordo della Alex”.

La notte scorsa il Centro di coordinamento del salvataggio di Malta aveva offerto come “gesto di buona volontà” la disponibilità del Governo maltese allo sbarco sull’isola dei migranti.

Ma la stessa ong, aveva replicato però che “per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta. Ma siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana”, conclude Mediterranea”.

E così adesso il trasferimento dei migranti dopo il nuovo braccio di ferro condito di polemiche e contrapposizioni politiche.

“Il salvataggio si conclude con lo sbarco delle persone salvate in un porto sicuro. Che sia Malta o Lampedusa, va bene in egual modo. È necessario ribadire che la situazione della nostra imbarcazione e le condizioni delle persone a bordo non ci consentono di affrontare viaggio fino a La Valletta”. Così Alessandro Metz, armatore sociale di Mediterranea Saving Humans. “Quindi – aggiunge – chiediamo che si muovano le motovedette della Guardia costiera italiana o maltese effettuino un trasbordo. Questi mezzi sono attrezzati, mentre la Alex non lo è. Noi eravamo in missione di monitoraggio quando ci siamo trovati ad affrontare il salvataggio, un obbligo di legge”.

Intanto la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aprirà un’inchiesta sul caso della nave Alex della Ong Mediterranea, senza indagati, per identificare eventuali scafisti. Le condotte di comandante ed equipaggio della nave, al momento, non possono essere oggetto di valutazione visto che la nave è in acque internazionali. Lo sbarco per motivi sanitari di 13 migranti farà scattare la competenza della Procura di Agrigento che, una volta ricevuti gli atti dalla Guardia costiera, aprirà il fascicolo.

“Alex si diriga verso Malta, l’Italia è pronta ad offrire collaborazione per il trasbordo degli immigrati a patto che attracchi a La Valletta per le verifiche di legge”. Così fonti del Viminale che rimarcano: “Mediterranea dice che l’imbarcazione Alex non può arrivare fino a Malta, anche se è stata in grado di partire da Licata per raggiungere le acque territoriali libiche”.

“L’Italia – spiegano al Viminale – è pronta a offrire massima collaborazione, come sempre fatto in passato, non solo per tutelare le fragilità a bordo (operazione già effettuata con successo) ma anche per facilitare l’arrivo degli altri immigrati a Malta”. “A questo punto è però doveroso – sottolineano al ministero – che Alex, anche con pochi membri dell’equipaggio, accetti di dirigersi comunque verso La Valletta per sottoporsi alle normali e doverose verifiche di legge. Siamo sicuri che, avendo a cuore le condizioni delle persone trasportate e non essendoci nulla da nascondere, la ong accetterà questa soluzione”.

Aggiornamento:

Sono giunti a Lampedusa e sono già stati visitati nel Poliambulatorio dell’isola i 13 migranti, sei donne e sette bambini, evacuati dal veliero Alex di Mediterranea a causa delle loro condizioni di salute. Secondo le prime informazioni nessuno di loro presenterebbe problemi di particolare gravità. I profughi sono stati trasferiti in porto con una motovedetta della Guardia Costiera.