Gli esercenti siciliani costretti a chiudere per prevenire il contagio del Coronavirus, si trovano in grande difficoltà.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota diffusa da Fipet/Cidec in merito alle gravi conseguenze economiche che stanno interessando tutto il settore della piccola distribuzione, ristorazione e commercio.

Ecco cosa si legge nella nota:
“Questi giorni che trascorriamo a casa immersi nel silenzio derivante dal fermo della civiltà occidentale, ci permettono di ascoltare qualcosa che dire intollerabile è poco. IL SILENZIO DELLA POLITICA in merito all’emergenza economica.
Abbiamo già denunciato, e siamo rimasti inascoltati, che senza adeguati provvedimenti di sostegno all’economia, il nostro tessuto produttivo sarebbe arrivato al collasso e con esso la tragedia umana che da sempre lo accompagna. Fatta di povertà, di violenza, e di abbandono.
“ Lo Stato c’è” ci è stato detto in diretta tv, eppure noi non lo sentiamo, non ne percepiamo la presenza, non vediamo muoversi nulla, tutta la solfa istituzionale e la contrizione, si traduce in OMERTA’ COLPEVOLE perché non fare le cose quando si potrebbe agire, equivale a causarle.
La FIPET/CIDEC non ci sta, e come sempre tuona, attraverso le parole dei suoi rappresentanti per raccontare che qualcosa deve essere fatto, che attendere non è possibile.
il Presidente FIPET Roberto Tudisco chiede che il Sindaco di Catania, Salvo Pogliese e tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali, facciano pressione al Governo Nazionale per far adottare allo stesso la sospensione delle bollette di luce, acqua e gas alle aziende (ma che sarebbe quanto meno auspicabile estendere a tutti i cittadini trattandosi di servizi primari essenziali). Al momento infatti gli unici territori che beneficiano della sospensione sono quelli individuati dal decreto legge n. 9, approvato il 28 febbraio, che aveva stabilito la sospensione delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti fino al 30 aprile, ossia l’originaria zona rossa (composta da 11 Comuni 10 in Lombardia:Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, San Fiorano, Terranova, e uno in Veneto, Vo’), anche se di fatto adesso siamo tutti barricati in casa con ogni attività produttiva azzerata, ad accezione di quelle essenziali. Come è possibile sopportare queste discriminazioni? Perché qualcuno non agisce per ottenere anche qui l’applicazione di queste misure?
Va infatti detto, sottolinea Tudisco, che le imprese continuano a ricevere le bollette delle utenze, e anche se il consumo è nullo a causa della chiusura, siamo chiamati a sopportare i costi fissi delle stesse, in modo assurdo dato che non abbiamo un centesimo e che sono passate appena due settimane dall’inizio di questa quarantena e si prospetta un fermo di mesi nella più rosea delle previsioni. A Catania, gas ed acqua sono municipalizzate, quindi l’Amministrazione Comunale, potrebbe di sua iniziativa, venire incontro alle nostre esigenze, e bloccando le bollette e dando un segno tangibile della sua presenza.
Inoltre lanciamo un appello all’Assessore Ludovico Balsamo per sospendere il suolo pubblico, infatti, moltissime attività di ristorazione, pub, bar et simili, usufruiscono del suolo pubblico annuale pagando la C.O.S.A.P. riferita ad un intero anno con possibilità di rateizzazione fino a cinque tranches, in questa situazione di chiusura delle attività, sarebbe quanto meno equo, non far pagare alle attività commerciali i periodi non usufruiti e sospendere le rate fino a quando non si potrà tornare alla normalità.
Anche la Dott.ssa Elena Malafarina Vicepresidente FIPET interviene, dichiarando che un’altra tangibile iniziativa potrebbe provenire proprio da coloro che hanno istituzionalmente la rappresentanza del tessuto produttivo, ossia la Camera di Commercio, al quale ogni anno gli esercenti iscritti devono versare il Tributo Camerale. In questo momento così delicato, infatti, sarebbe quanto mai opportuno che proprio le istituzioni più vicine alle esigenze del mondo produttivo si prodighino dando il buon esempio. La Camera di Commercio di Catania potrebbe infatti manifestare la propria solidarietà alle Imprese rinunciando al tributo e magari destinando parte delle sue risorse ad un fondo di solidarietà cittadino per i commercianti in difficoltà.
Il Segretario Confederale della CIDEC Lorenzo Costanzo, propone inoltre alle istituzioni cittadine e regionali di adottare come iniziativa e segno di vicinanza tangibile e concreta alle imprese la sospensione o la forte riduzione degli affitti delle imprese che hanno un contratto con l’istituto autonomo case popolari di Catania, il quale, ci informa come primo avviso alla sua pagina, che il pagamento del canone di locazione non è sospeso e informa sulle modalità di pagamento.
Sembra insomma che lo Stato c’è…. Nella sua solita forma però, quella di esattore.
Questa emergenza sta avendo il merito di svegliarci da una situazione di torpore e acquiescenza che ci ha fatto tollerare di tutto e di più, dai diffusi mal costumi di certuni, alle esazioni senza freni in nome del rigore dei conti e delle botte di austerità che tanto piacciono all’Europa. La parola tanto di moda “solidarietà” sembra andata in declino. Eppure qui veniamo messi davanti qualcosa che ripugna la coscienza, da un lato i bilanci, i conti, i soldi, e dall’altro gli esseri umani e le loro esigenze primarie vita e di dignità. Non sappiamo cosa prevarrà tra le due, ma sappiamo che la realtà ci mostrerà con evidenza quali tra questi valori governano la nostra società.
Ricordiamo inoltre che la FIPET/CIDEC ha istituito un numero SOS per i commercianti che potete contattare al numero 339 2034442 solo via WhatsApp tramite il quale cerchiamo di fornire informazioni e chiarimenti, supporto umano e morale, per prevenire e combattere il fenomeno dei suicidi e della depressione per cause economiche”.