Una nuova spettacolare fase eruttiva sull’Etna è in corso da un frattura che si è aperta in maniera quasi longitudinale, dalla cima alla base, nel nuovo cratere di Sud-Est.

Una colata bene alimentata fuoriesce dall’apertura dirigendosi verso il desertico versante sud del vulcano attivo più alto d’Europa, ‘puntando’ i monti Barbagallo e Frumento Sud. Il fronte più avanzato ha raggiunto quota 2.600 metri. Dalla frattura si registrano boati ed emissione di cenere che sospinta dal forte vento d’alta quota si dirige verso est, sul mare, ma non è presente il fenomeno delle ‘fontane di lava’.

A scopo precauzionale l’Osservatorio etneo-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Oe-Ingv) di Catania ha emesso un ‘vona’ rosso, che è il massimo livello di allerta per gli spari aerei, ma che, al momento, non impatta con l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini. Assente sul vulcano l’attività sismica. Per gli esperti dell’Os-Ingv di Catania l’attuale quadro eruttivo dell’Etna, che al momento si svolge tutto nella zona sommitale senza costituire un pericolo per cose o persone, richiama quello degli inizi del 2017 che si concluse nell’aprile dello stesso anno.