“Nelle intercettazioni mi definivano un rompicoglioni ma per me è un titolo di merito,e continuerò a romperli, infatti il Comune si costituirà parte civile al processo”. Lo afferma il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, all’indomani del terremoto giudiziario che si è abbattuto sulla Sicula trasporti, la società della famiglia Leonardi che gestisce la discarica più estesa della Sicilia.  Nell’operazione della Finanza, “Mazzetta sicula”, i 9 indagati sono accusati a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione continuata e rivelazione di segreto d’ufficio nonché per concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

L’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Catania si è arricchita delle intercettazioni telefoniche ed in una di queste sarebbe saltata fuori la voce del funzionario dell’Arpa, quello che a Bosco avrebbe detto: “Sindaco la puzza viene dal Petrolchimico” affermo lo stesso primo cittadino di Lentini. Che aggiunge: “sembrava difendesse l’ampliamento della discarica perfino più dei proprietari, in una intercettazione afferma che il sindaco di Lentini si doveva tenere a bada, “non doveva rompere i coglioni. Ci costituiremo in giudizio – dice Bosco – perché il danno arrecato al nostro territorio venga risarcito. Inoltre, invito il presidente Musumeci e tutte le forze di governo della Regione a fare lo stesso e a sostenere la città nella battaglia più importante, quella per evitare l’ennesimo ampliamento della discarica”.

In effetti, nei mesi scorsi è emerso lo scontro tra il Comune di Lentini e la Sicula trasporti per il no all’ampliamento della discarica, inoltre la questione è stata anche affrontata dalla Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava.

Nell’operazione Mazzetta sicula  sono finiti in carcere Antonino Leonardi, di 57 anni, amministratore di fatto della ‘Sicula Trasporti S.r.l.’ e della ‘Gesac S.r.l.’ ed amministratore di diritto della ‘Sicula Compost Srl, per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, corruzione e frode nelle forniture, e Filadelfo Amarindo, di 68, dipendente della ‘Sicula Trasporti S.r.l.’per concorso esterno all’associazione mafiosa. Agli arresti domiciliari Salvatore Leonardi, 57 anni, fratello di Antonino, in qualita’ di socio della ‘Sicula Trasporti S.r.l.’ e della ‘Gesac S.r.l ‘, Vincenzo Liuzzo, di 57 anni, dirigente di unita’ operativa semplice della sede di Siracusa dell’Arpa Sicilia, che era addetto ai controlli e monitoraggi ambientali, e Salvatore Pecora, di 63 anni, istruttore tecnico impiegato presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, che era addetto al controllo sulla gestione dei rifiuti.

Sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora Pietro Francesco Nicotra , di 36 anni, e Francesco Zappala’, di 52. Destinatari delle misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora anche i fratelli Francesco e Nicola Guercio, di 49 e 59 anni, amministratori di diritto e di fatto della ‘Edile Sud S.R.L.’.

 

È stato anche eseguito il sequestro di tutti i beni aziendali, quote e azioni sociali e la contestuale nomina di amministratori e custodi su un patrimonio societario stimato in 110 milioni di euro. Ulteriori misure cautelari reali eseguite dai Finanzieri etnei sono il sequestro preventivo di oltre 6 milioni di euro finalizzato alla confisca del profitto illecito tratto dal traffico illecito di rifiuti e da un rodato circuito corruttivo caratterizzato dalla dazione costante di tangenti in contanti per decine di migliaia di euro.