Ottantatrè licenziamenti tra Messina, Catania e Ragusa. Lo ha annunciato, con una nota inviata ai sindacati, la Papino Elettrodomestici. Sono 47 gli esuberi a Catania, 23 nel Messinese e 13 nel Ragusano.

Dal 1979 la società ha affermato il suo ruolo di leadership nel mercato, diffondendosi capillarmente nei territori di Sicilia e Campania. Tuttavia, secondo quanto si evince dalla procedura inviata ai sindacati, la concorrenza dell’e-commerce ha sottratto all’azienda una fetta di mercato considerevole, causando di conseguenza forti ripercussioni sull’attività.

“Già nel corso degli ultimi incontri – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Papino aveva lamentato forti criticità causate dalla crisi che investe il settore ma si era resa comunque disponibile a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. La procedura, dunque, giunge come una doccia fredda per i lavoratori – continua la sindacalista – poichè non si riesce a comprendere per quale motivo, a distanza di meno di un mese dall’ultimo incontro, la società abbia assunto tale determinazione gettando nello sconforto e in confusione i lavoratori. Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda per esperire l’esame congiunto – conclude la Calabrò – durante il quale chiederemo di tracciare ogni percorso alternativo che, scongiurando i licenziamenti, salvaguardi i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori”.

“Sapevamo delle difficoltà ma è una notizia che non ci aspettavamo – dice Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – avevamo proposto di accedere agli ammortizzatori sociali in attesa che si potesse concretizzare la volontà di alcuni operatori del settore che sembravano interessati alla catena. Chiederemo l’esame congiunto per scongiurare i licenziamenti e salvaguardare il personale nella speranza che la situazione possa migliorare”.
In particolare alcune difficoltà sono state registrate a Catania dove sono cessate le attività al centro commerciale I Portali e a Misterbianco mentre si è ridotta l’attività logistica del magazzino e del reparti amministrativo. A Messina ha chiuso il punto di Milazzo, a Ragusa ha chiuso il punto di Modica e si è ridotta l’attività di quello di Vittoria.